VENETO – Nei primi otto mesi del 2024 il bilancio del mercato del lavoro dipendente privato in Veneto è positivo per +77.000 posizioni di lavoro. Tale saldo rimane lievemente al di sopra dei livelli registrati nell’analogo periodo del 2019, mentre risulta inferiore alle performance del 2022 e, soprattutto, del 2023. Il rallentamento rispetto allo scorso anno è dovuto alla leggera contrazione delle assunzioni nel periodo (-1%): dopo l’incremento rilevato a luglio (+4%), l’ultimo mese registra un calo delle attivazioni (-2%) che, insieme all’aumento delle cessazioni (+4%), contribuisce alla riduzione del saldo mensile, tipicamente negativo (-7.100), rispetto all’ultimo quinquennio.
Dal punto di vista contrattuale, nei primi otto mesi del 2024 il saldo relativo al tempo indeterminato è positivo (+17.200) ma in flessione rispetto al 2023 (+23.000); nel periodo, registrano una significativa riduzione le assunzioni (-6%) e le trasformazioni (-4%) a fronte di una più lieve diminuzione nelle cessazioni (-1%). Nel mese di agosto il bilancio di questa tipologia contrattuale (-1.800) è meno favorevole di quello dell’anno precedente (-800) a seguito del calo delle assunzioni (-15%) e dell’aumento delle cessazioni (+2%). Per quanto riguarda il tempo determinato, il saldo del periodo è positivo (+58.300) e più elevato dello scorso anno grazie soprattutto alla riduzione delle trasformazioni (-8%); nel singolo mese di agosto il bilancio per questa tipologia contrattuale, pari a -4.100 posizioni di lavoro, è inferiore rispetto all’analogo mese del 2023 (-3.200) per via dell’incremento delle cessazioni (+5%). In relazione all’apprendistato, le dinamiche osservate nei primi otto mesi del 2024 evidenziano un saldo positivo (+1.500) ma in contrazione rispetto al 2023 a seguito di una riduzione degli avviamenti (-7%) e un aumento delle trasformazioni (+19%).
Il lieve calo osservato nelle assunzioni registrate tra gennaio e agosto rispetto agli analoghi mesi del 2023 riguarda esclusivamente i rapporti di lavoro a tempo pieno (-3%), interessando in particolare la componente femminile (-5%). I contratti part-time mostrano invece una crescita del +2%, imputabile soprattutto alla componente maschile (+7%) e a specifiche dinamiche settoriali nell’agricoltura e in alcuni ambiti del terziario. L’incidenza del part-time sul totale delle assunzioni continua ad essere particolarmente elevata: nell’ultimo mese è pari al 32% e risulta in crescita rispetto all’anno precedente per gli uomini (23%) mentre è stabile per le donne (46%).
Con riferimento alle principali caratteristiche socio-anagrafiche il bilancio occupazionale dei primi otto mesi del 2024 risulta positivo ma in diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2023 per tutte le componenti, ad eccezione degli stranieri. Nel confronto con l’anno precedente, le assunzioni mostrano un calo diffuso, più marcato per gli Italiani (-5%), le donne (-3%) e gli adulti (-3%); fanno eccezione gli stranieri (+8%) e i senior (+5%). Il saldo tipicamente negativo ad agosto risulta meno favorevole di quello del 2023 per entrambi i generi e le cittadinanze, con le nuove attivazioni contrattuali in calo per le donne, gli Italiani e gli adulti, mentre in crescita solo tra gli stranieri (+11%).
Il saldo nei primi otto mesi del 2024 è positivo per tutte le province ma in ridimensionamento rispetto all’analogo periodo del 2023 in particolare a Vicenza, Padova e Treviso. La domanda di lavoro diminuisce nei territori di Venezia (-4%), Vicenza (-4%) e Treviso (-2%), mentre registra un incremento a Belluno (+5%) e Verona (+2%). Ad agosto il bilancio occupazionale risulta inferiore rispetto a quello dello stesso mese del 2023 in tutte le province, in particolare nei territori di Padova e Vicenza. Guardando alla domanda di lavoro nel mese, si osserva un calo delle assunzioni a Padova (- 5%) e Vicenza (-6%), mentre Treviso registra una lieve ripresa (+4%).
Dal punto di vista settoriale (tab. 6 e graff. 9/10), i dati riferiti ai primi otto mesi del 2024 mostrano bilanci positivi per tutti i tre macro-settori. Per l’agricoltura il saldo è di +13.100 unità, più favorevole di quello dello stesso periodo dell’anno precedente (+11.000). In merito all’industria, dopo il leggero recupero nella crescita occupazionale registrato a luglio, ad agosto si osserva una perdita di posizioni di lavoro in essere (-5.400) superiore a quella registrata nell’analogo mese del biennio precedente contribuendo al ridimensionamento del bilancio del macro-settore nel periodo (+4.500); tale contrazione si lega alle dinamiche negative registrate nell’industria tessile e dell’abbigliamento (che, nel made in Italy, condivide con quella calzaturiera, del legno/mobilio e conciaria un saldo negativo in contrapposizione agli altri ambiti) e, soprattutto, nel metalmeccanico. Quest’ultimo comparto presenta un saldo sostanzialmente nullo e lontano rispetto ai risultati del medesimo periodo dello scorso biennio (+3.300 nel 2023 e +5.500 nel 2022).
Nelle “altre industrie” il comparto della chimica-plastica registra un saldo, seppur di poco, positivo ma in miglioramento rispetto a quello negativo dell’anno precedente. Per quanto riguarda le costruzioni, il bilancio del periodo (+2.800) è in linea con quello dell’anno precedente dopo il rallentamento dell’ultimo mese. Il volume complessivo delle assunzioni avvenute nell’industria tra gennaio e agosto cala del -7% rispetto allo stesso periodo del 2023; tale riduzione interessa tutti gli ambiti, in particolar modo il metalmeccanico ed alcuni comparti del made in Italy (industria tessile e abbigliamento e calzaturiera). In crescita, per contro, le nuove attivazioni contrattuali nelle costruzioni (+7%) e nell’occhialeria (dove la dinamica è in parte condizionata dagli effetti dei processi di stabilizzazione del personale che sono stati avviati).
Nel terziario il saldo relativo ai primi otto mesi del 2024 (+59.400) risulta lievemente meno favorevole dell’anno precedente (+62.100) ma superiore ai livelli del 2022 (+52.800). Il bilancio positivo del macro-settore è trainato dai servizi turistici (+45.000), comparto che nel periodo registra risultati lievemente inferiori al 2023 ma che nel singolo mese di agosto si mostra sostanzialmente stabile. Per quanto riguarda il comparto della logistica, il saldo registrato ad agosto è negativo (-700) e contribuisce al rallentamento della crescita occupazionale relativa all’intero periodo in esame (+400, un terzo del bilancio dell’anno precedente). I nuovi contratti attivati tra gennaio e agosto nel terziario sono leggermente inferiori rispetto al 2023 (-1%); fanno eccezione il commercio al dettaglio (+2%) e i servizi di pulizia (+15%), comparto per il quale si registra anche un saldo in aumento. All’interno del terziario avanzato, per l’editoria e cultura pesa il calo dei reclutamenti rispetto al 2023 ancora condizionato dalle dinamiche associate all’ambito cinematografico, con picchi di attivazioni di contratti di brevissima durata.
L’aumento delle conclusioni contrattuali registrate nel mese di agosto (+4% sul 2023) è riconducibile soprattutto all’incremento osservato nelle cessazioni per fine termine (+7%); in leggero aumento anche dimissioni e licenziamenti economici individuali.
Il ritardo strutturale delle comunicazioni obbligatorie relative ai rapporti di lavoro in somministrazione consente di osservare i dati aggiornati per questa tipologia contrattuale fino a luglio 2024. Nei primi sette mesi dell’anno i rapporti di lavoro in somministrazione attivati da agenzie localizzate in Veneto sono complessivamente 74.600 (-5% sul 2023); il saldo del periodo (+4.500) risulta superiore all’anno precedente (+3.700): dopo le performance particolarmente positive del mese di aprile, nel bimestre successivo il bilancio torna ad essere meno favorevole del 2023, per poi risalire nell’ultimo mese osservato. A luglio, infatti, il saldo risulta positivo (+200), contrariamente a quello del biennio precedente, per via della riduzione registrata nelle cessazioni (-8%).
Gli ingressi in condizione di disoccupazione nei primi otto mesi del 2024 sono stati complessivamente 85.600, poco al di sotto dei livelli dell’analogo periodo dell’anno precedente (-3%): all’aumento delle Did rilasciate dagli inoccupati (9.600, 600 in più rispetto al 2023) si contrappone il calo di quelle relative ai disoccupati veri e propri (76.100, -4%), ovvero la principale componente dei disponibili iscritti ai Centri per l’impiego della regione. Guardando agli ingressi complessivi in disoccupazione, si osserva un aumento rispetto allo stesso periodo del 2023 di quelli relativi a stranieri (+8%) e uomini (+3%), mentre calano per donne (-8%), italiani (-7%) e adulti (-6%). Per quanto riguarda gli inoccupati, le Did rilasciate risultano in aumento per uomini e stranieri.
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