LENDINARA (Rovigo) – La mozione per il rafforzamento delle politiche a sostegno del commercio locale di prossimità a Lendinara, ha tenuto banco nel dibattito consigliare del 27 gennaio 2026.

L’assessore Silvia Saggioro pur ammettendo che la crisi del commercio di prossimità è una ferita aperta che tocca l’identità stessa della città, ha però respinto la mozione presentata dai consiglieri Boldrin, Manzon e Borile, “…poiché il testo presentato sembra ignorare che siamo in presenza di un cambiamento epocale che ha origini sovracomunali, … e che, come documentato dalle più importanti associazioni di categoria, la contrazione strutturale del commercio è in atto da oltre un decennio”. A complicare il quadro, secondo l’assessore, si aggiungono gli affitti spesso fuori mercato, i costi fissi e, non ultimo, per la mancanza di ricambio generazionale. Chiedere dunque una relazione nei limiti dei 60 giorni, come fa la mozione, significa ignorare che il Comune ha autorità limitata su tutte queste dinamiche. “Promettere risultati certi e verificabili in questo cointesto, non sarebbe serio e potrebbe generare aspettative non realistiche”, ha concluso l’assessore (che da 16 anni conduce un’attività commerciale in centro storico) auspicando semmai, collaborazioni sovracomunali ed il coinvolgimento della Regione che potrebbe modificare le regole che normano gli sconti e quant’altro.

Il consigliere Moreno Ferrari, pur apprezzando l’onestà intellettuale dell’assessore, ha puntato il dito sulle politiche delle amministrazioni predecessori che hanno aperto le porte alla grande distribuzione “…annientando di fatto il commercio al minuto”, mentre altrove (in Toscana e nel vicino Trentino) sono state efficacemente limitati i supermercati. “Come non vedere che via Varliero è completamente vuota? E perché è stato spostato il mercato sul lungo Adigetto?” ha chiesto Ferrari indicando come viabilità e parcheggi, con piccoli accorgimenti, potrebbero aiutare a contrastare la desertificazione in atto. La verità, secondo Ferrari, è che la maggioranza non ha una vision.
Gli ha fatto eco il consigliere Sergio Manzon che, proprio riconoscendo la complessità del problema, invoca una strategia comunale chiara, con obiettivi dichiarati. “Dire che il Comune ha poco potere non può diventare un alibi”.
Molto più caustico invece Stefano Borile che, ricordando i costi ricadenti sulla comunità dell’assessorato Saggioro (ha parlato di 40mila euro), ha stigmatizzato l’assenza di proposte risolutive arrivando a parafrasare che: “Chi non ha soluzioni è una parte del problema”.
Alberto Viaro ed il sindaco Francesca Zeggio, condividendo invece l’intervento dell’assessore, hanno preannunciato il voto contrario alla mozione, scatenando l’irritazione della minoranza.
Dispiaciuta dell’esito, la consigliera Valentina Travaglini Boldrin, ha provocatoriamente chiesto all’assessore Saggioro se “…pensa di aver effettivamente meritato i 40mila euro presi in questo anno”.
Da rilevare infine che, nella dichiarazione di voto, la consigliera Anna Voltan ancorché favorevole alla mozione presentata dalla minoranza, ha spezzato una lancia a favore dell’assessore Saggioro non ritenendola unica responsabile della situazione di crisi del commercio di prossimità. La mozione è stata comunque respinta dalla maggioranza.
Con quasi 500 visualizzazioni dello streaming ed una più che discreta presenza di pubblico in sala l’argomento è parso interessare a molti cittadini.
Ugo Mariano Brasioli

















