FIESSO UMBERTIANO (Rovigo) – Chi l’ha detto che il settore metalmeccanico non è cosa per donne? A sfatare questo mito ci ha pensato l’incontro “La realizzazione della parità di genere nei settori ad alta prevalenza lavorativa maschile”, organizzato dalla ditta Welding Duebi Srl di Fiesso Umbertiano, in collaborazione con Cna Bologna, lo studio Gemba Professional, e Proterm Spa.
L’iniziativa si inserisce all’interno del percorso che la ditta polesana, specializzata in impianti per l’industria petrolchimica, sta percorrendo per arrivare ad ottenere l’importante certificazione UNI PDR 125 per la parità di genere. “Da sempre dedichiamo molta attenzione a questo aspetto – spiegano i titolari Nicola e Alessandro Barotti – tanto che all’interno della nostra azienda molti ruoli apicali, come quello del responsabile amministrativo, finanziario, della produzione e delle risorse umane sono ricoperti da donne, e anche lo staff che si occupa della sicurezza è prettamente femminile. Ora stiamo lavorando con impegno per ottenere questa certificazione, che andrà ad aggiungersi alle altre già ottenute negli anni in aspetti come l’ambiente e la sicurezza”.
All’incontro, svoltosi venerdì scorso nell’azienda polesana e, in contemporanea grazie al web, nella Porterm Spa di Zola Pedrosa (Bologna), era presente anche il sindaco di Fiesso Luigia Modonesi: “Iniziative come queste sono un orgoglio per il nostro paese – dichiara il primo cittadino – Forse è la prima volta in Polesine che un’azienda organizza qualcosa di simile”.
“La parità di genere è un argomento complesso con radici profonde nella nostra vita – continua il sindaco, che ha portato come esempio alcune sfide che ha dovuto affrontare nella sua carriera – Fino al 2009, l’anno della mia prima elezione, tutti i sindaci di Fiesso sono stati uomini – racconta – Il momento più difficile è stato nel 2023, quando ho ricevuto una lettera intimidatoria. Ho sporto denuncia: questo dice tutto su quello che noi donne dobbiamo affrontare. Per quell’avvenimento il ministero dell’Interno ha messo in campo un ristoro di 7.300 euro: ho deciso di non tenere nulla per me, ma di impiegare quella cifra per sistemare il parco giochi del paese, sperando che i bambini che vi andranno a giocare crescano con una mentalità diversa rispetto a quella dell’uomo che ha inviato quella lettera”.
Il primo cittadino ha anche annunciato che metterà a disposizione alla ditta Welding Duebi la palestra comunale per un corso di difesa personale che l’azienda sta organizzando per le sue dipendenti.
Durante l’incontro di venerdì, gli speaker della giornata, Gloria Cuoghi e Matteo Monterumici della società di consulenza Genba Professional e Alessandra Mei di Cna Bologna, hanno dimostrato come aziende appartenenti a settori a prevalenza lavorativa maschile possono ottenere grandi vantaggi investendo sulla parità di genere, incrementando la loro produttività.
“In Italia il tasso di occupazione femminile si ferma al 55% contro una media europea del 69% – spiega Alessandra Mei – e la differenza salariale tra uomini e donne ammonta a ben 7.922 € all’anno, a parità di ruolo e di competenze. Una donna su cinque esce dal mercato del lavoro a causa della maternità”.
“Nei settori a prevalenza maschile poi – aggiungono i due consulenti di Genba Professional – le donne tendono a essere relegate a ruoli amministrativi o di supporto, mentre gli uomini occupano posizioni operative, tecniche e di leadership. Inoltre la cultura organizzativa è fortemente influenzata da valori maschili tradizionali, che scoraggiano la partecipazione attiva delle donne”.
Una situazione che le aziende che operano in questi settori possono superare mettendo in atto diverse strategie, per esempio sviluppando piani di carriera personalizzati per offrire opportunità di crescita per le donne in ruoli chiave, o dando un supporto concreto ai genitori, con politiche orientate alla famiglia. Fondamentale poi è la comunicazione all’interno del luogo di lavoro, per educare il personale e superare le barriere culturali che ostacolano l’inclusione.
“Un ambiente più inclusivo e giusto porta a una maggiore soddisfazione dei dipendenti, riducendo il turnover e migliorando la produttività complessiva – affermano gli esperti – Ma non solo: i team composti da individui di diversi generi e background favoriscono l’innovazione, generando nuove idee e soluzioni più efficaci e le politiche di parità aiutano a trattenere i talenti, riducendo il turnover e i costi associati alla formazione e all’assunzione di nuovi dipendenti”.


















