Il moderatore Bellotti, senza giri di parole ha puntato il dito un disarticolato coordinamento istituzionale, Cristiano Corazzari ha ricordato lo stanziamento regionale

BADIA POLESINE (Rovigo) – Il convegno organizzato venerdì 17 gennaio dal vicesindaco di Badia Polesine Stefano Segantin sul flagello delle nutrie, annunciato da Rovigo.News il 9 gennaio scorso (LEGGI ARTICOLO), se da un lato ha visto un’adesione importante di pubblico (la sala Gidoni era strapiena), di amministratori locali e di rappresentanti di categoria, dall’altro ha appalesato disallineamenti sulle soluzioni proposte per l’eradicazione o, più realisticamente, il contenimento delle nutrie.

Lo si è evinto, dopo i rituali saluti istituzionali del presidente della provincia Enrico Ferrarese e dello stesso vicesindaco di Badia Segantin, nelle parole dell’ex onorevole Luca Bellotti che da moderatore si è trasformato (per sua stessa ammissione) in provocatore.


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Evitando l’elencazione sul chi c’era e sui reciproci ringraziamenti convenevoli, diamo conto dell’intervento dell’assessore regionale Cristiano Corazzari, il quale ha affrontato l’argomento ponendo ovviamente l’accento sui meriti regionali e sul piano triennale di gestione della nutria. “La novità – ha rivendicato Corazzari – è che, con l’ultimo bilancio regionale, sono state vincolate delle risorse per il piano di contenimento (500 mila euro) per i prossimi tre anni” anche se, lo stesso assessore, ha ammesso che le 23.000 nutrie abbattute nel 2024 sono un numero irrisorio rispetto alla dimensione del problema per il quale la soluzione finale oggi non c’è.

L’assessore si è anche soffermato sulle diverse sensibilità presenti nell’affrontare il contenimento delle specie selvatiche allogene, un tempo quasi assenti in Polesine, esprimendo perplessità sulla visione fantasiosa della fauna selvatica degli “animalisti da salotto”. Questi a suo parere sottostimano le conseguenze, fintantoché i problemi non si presentano sull’uscio di casa. E per rafforzare il pensiero Corazzari ha posto l’accento sulle problematiche attinenti “…alla presenza del lupo in Polesine ma anche del cinghiale e al loro impatto sulla biodiversità locale, sulle produzioni agricole e sui rischi sanitari inerenti e conseguenti. Quanto alla nutria, è forse l’animale che genera più problematiche nella provincia di Rovigo impattando sui corsi d’acqua, sulla sicurezza idraulica e sulle colture”. Tesi confermata anche dal vicesindaco di Villanova Massimo Pezzuolo. La soluzione invero è complessa e purtroppo la Regione deve fare i conti con l’Ispra (L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) alla cui autorità soggiace qualsiasi proposta d’intervento. 

Il moderatore Bellotti, senza giri di parole ha puntato il dito un disarticolato coordinamento istituzionale, verso una burocrazia ostativa e sull’inadeguatezza delle risorse definendo l’approccio “…come la pretesa di curare un malato grave con l’aspirina”.

C’è tutto un problema di filiera legislativa da modificare con un atto di coraggio – ha rimarcato l’ex sottosegretario di Stato a suo tempo promotore della legge per il contenimento delle nutrie – e anche la Regione, seppur sia un organismo intermedio, dovrebbe attivarsi nella conferenza Stato-Regioni per modificare le norme che oggi impediscono un efficace contrasto alla nutria. Un milione e mezzo in tre anni per il Veneto sono quasi ridicoli, quando la sola provincia di Mantova spende 500 milioni all’anno per il contenimento del roditore infestante”.

Il problema è enorme” sostiene Bellotti per il quale la complicazione burocratico-amministrativa spesso contradditoria può favorire l’illegalità.

Fra la decina d’interventi provenienti dal pubblico, incentrati sulla gestione delle gabbie di cattura e sullo smaltimento delle carcasse, Enrico Pasello, presidente del locale circolo di Fratelli d’Italia, ha rivendicato il ruolo dei cacciatori affermando: “Questa sera ho sentito tanto parlare di volontariato ma poco d’indennizzo o almeno di apprezzamento per il ruolo svolto dai cacciatori che da vent’anni non percepiscono un solo euro”.

Alla fine è emersa la proposta d’istituire un tavolo interforze per evitare almeno sovrapposizioni nei controlli e coordinare la spesa destinata alla localizzazione dei punti più coinvolti dalle nutrie nella nostra provincia. Per alcuni, l’istituzione di un Commissario ad acta “…che non costasse però tutti i 100 mila euro previsti” sarebbe utile per governare il problema.

Ugo Mariano Brasioli

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