Parole di fuoco del consigliere comunale di Rovigo Federico Frigato contro la decisione della giunta di recedere dal progetto di accoglienza ed integrazione di immigrati in condizioni fragili

ROVIGO – “Il dietrofront non è una novità e francamente non stupisce – afferma Federico Frigato da capogruppo di Rovigo si ama in consiglio comunale a Rovigo – che lo faccia per motivi prettamente elettorali, lucrando consensi sulla fragilità, sull’emarginazione e sulla vulnerabilità delle persone, però, è quanto di più esecrabile ci si possa aspettare dalla politica e da chi ha un ruolo amministrativo”

 “Dopo che il vicesindaco e la giunta avevano rinnovato ed approvato il progetto Sai (sistema di accoglienza e integrazione), il cambio di rotta e la decisione di annullare il provvedimento (LEGGI ARTICOLO) – ricorda Frigato –  Cittadin ha sostenuto in consiglio comunale che queste persone immigrate palesano dei disagi, delle difficoltà, che la nostra città, in questo momento, non ha la possibilità di affrontare. “Rovigo ha bisogno di trascorrere un’estate serena“. 

Ma chi sono, davvero, questi soggetti, pericolosi per la quiete e l’equilibrio rodigino?
Lo dice la delibera che loro stessi avevano predisposto: richiedenti protezione internazionale, e quindi rifugiati; persone che fuggono da guerre, magari mutilati o feriti dalle stesse; persone che fuggono da carestie, povertà e fame; persone con permessi di soggiorno per cure mediche; titolari di protezione sociale; vittime di violenza domestica; vittime di calamità; vittime di sfruttamento lavorativo; bambini. Soprattutto, persone.
 

Il Comune di Rovigo è titolare del progetto Sai, in collaborazione con Adria, dal 2001 (a partire dalla giunta di centrodestra dell’ex sindaco Paolo Avezzù è transitato per ben cinque amministrazioni, perfino quella di Massimo Bergamin!) e avrebbe dovuto collaborare in partenariato anche con Badia Polesine, ampliando di altri 30 posti complessivi l’accoglienza a persone maggiorenni (uomini e donne) e nuclei monoparentali con figli minori. Un progetto organizzato e finanziato dal Ministero dell’Interno (da tre anni Governo Meloni). 

Solo poche settimane fa la Cei (la Conferenza dei vescovi) per mano del Cardinale Zuppi ed il Ministro dell’Interno Piantedosi hanno firmato un protocollo d’intesa per promuovere accoglienza ed inclusione attraverso attività e progetti dedicati a richiedenti asilo, rifugiati ed altri migranti vulnerabili. Coniugando solidarietà e legalità e garantendo diritti e doveri ai migranti, che non sono mai solo numeri o braccia per i nostri campi, le nostre cucine, le nostre fabbriche, ma persone che hanno bisogno di politiche lungimiranti di integrazione e inserimento, perché è in gioco il futuro per loro e per la nostra società. 

A Rovigo il modello sarà un altro. Zone rosse, presenza militare, elicotteri, ronde. Le politiche a cui tende l’amministrazione sono basate sulla repressione. E’ decisamente più facile scaricare la responsabilità sulle forze dell’ordine e limitarsi ad urlare “via tutti”. Atteggiamento semplicistico, che chiunque può attuare perché non richiede doti particolari. Ma bisogna avere la serietà di dire che, se fermi il progetto Sai e impedisci l’aiuto a soggetti fragili, non hai fermato un fenomeno che ha già portato molte persone straniere ad essere residenti in città, a vivere, lavorare e a far crescere la propria famiglia. Hai solo cancellato la possibilità di aiutare delle persone. Certo, studiare, pianificare e realizzare politiche e progettualità di integrazione ed inserimento sociale vere, efficaci, lungimiranti, coordinate con il territorio, le associazioni e le istituzioni, è molto più complicato ed impegnativo. Ma è il compito del Sindaco e della giunta. 

Secondo la sindaca Valeria Cittadin se sei in difficoltà a Rovigo non puoi rimanere. La nostra comunità, secondo il Sindaco, non è adatta ad accogliere chi non ha “un equilibrio di tipo economico”. Ci rendiamo conto? Noi, un popolo di migranti a causa di guerre, di calamità naturali, di povertà, non possiamo, non vogliamo accogliere ed aiutare 25/30 persone? 

La posizione della Cittadin sul progetto Sai è la sconfitta della politica e delle istituzioni perché abdica al proprio ruolo ed alla propria responsabilità, per inseguire, dare soddisfazione e credibilità all’odio social, alla cattiveria ed alla frustrazione riversate sulle tastiere.

Davvero è questa la nostra città?” conclude il capogruppo Frigato.

One Comment
  1. gente scappate dalle guerre..e gia’..è risaputo che in marroco ci siamo guerre..pure in pakistan…per non parlare della serbia..poi le i bisognosi di cure sanitarie.e gia’..hanno anche a rovigo sale dedicate per le cure dentistiche…occhiali agratis…senza scucire in euro e senza file ne attese..come noi umani italiani.per non parlare di telefonini e schede telefoniche..intestate a chi,non è dato a sapere.ma le sx,in che mondo vegetano?? zuppi? e chi sarebbe?? ah si..il delfino del ex papa…noto per aver foraggiato le navi dei trafficanti!!

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