ROVIGO – L’indigeno contro il forestiero. Se qualcuno cercava la chiave narrativa di queste elezioni suppletive del 22 e 23 marzo, l’ha trovata già nell’attacco politico del centrosinistra. Da una parte Giacomo Bovolenta, polesano, amministratore e volto noto del territorio; dall’altra il candidato della Lega sostenuto dal centrodestra, catapultato da fuori regione e percepito come corpo estraneo.
La presentazione ufficiale di Bovolenta, candidato di Italia Viva nel collegio uninominale di Rovigo e Bassa Padovana, è diventata molto più di una conferenza stampa: un banco di prova per la ricomposizione del campo largo.
Favero: “Vogliamo vincere questo collegio”
Ad aprire l’incontro il commissario provinciale del Partito Democratico, Matteo Favero.
“Con Giacomo Bovolenta vogliamo vincere questo collegio. È una sfida importante e lui è il candidato che richiude la coalizione di centrosinistra in questo territorio”.
Favero non ha usato giri di parole sul fronte avversario: “Un candidato catapultato da fuori, in maniera opportunistica, sfruttando il Polesine per andare a Roma”. Il riferimento è diretto al candidato leghista, definito di fatto un “foresto” imposto dall’alto.
Il commissario ha legato la candidatura anche alla mobilitazione contro le trivellazioni in Alto Adriatico: “Questo territorio merita un futuro diverso. E lo vogliamo costruire con Giacomo”.
Bovolenta: “Candidato del territorio, non per tattica”
Bovolenta, visibilmente emozionato, ha parlato di “forte responsabilità politica” nell’essere il candidato unitario di un’alleanza che fino a poco tempo fa sarebbe stata difficile immaginare.
“Vedere qui tutte le forze del centrosinistra attorno allo stesso tavolo per me è già una vittoria politica. Cercherò di non deludervi”.
Poi l’affondo: “L’atto di prepotenza politica fatto dalla Lega candidando un esponente esterno, addirittura di un’altra regione, dimostra un totale disinteresse per questo territorio. Viene usato solo per finalità tattico-politiche, senza rispetto per chi vive qui”.
Bovolenta si è definito “candidato del territorio che vive qua e che farà di tutto per portare la voce di queste terre a Roma”, richiamando la fragilità idraulica e ambientale del Polesine, tema tornato centrale dopo la manifestazione contro le trivelle. “Chi ama questi territori li difende sempre”.
Un laboratorio politico
Diego Crivellari, consigliere comunale a Rovigo ed ex deputato Pd, ha definito la sfida “un laboratorio politico”.
“Avremo una campagna elettorale giocata sulla conoscenza del territorio e su un centrosinistra che prova a rimettersi insieme. Non è solo un banco di prova per Bovolenta, ma per tutti noi”.
Il collegio – che comprende anche diversi comuni della Bassa Padovana – è “non impossibile ma difficile”. Ma la partita, secondo Crivellari, è aperta.
Sbrollini: “Non un cartello elettorale, ma un progetto”

La senatrice di Italia Viva Daniela Sbrollini ha rivendicato la rapidità con cui è nata la candidatura: “In pochissimi giorni abbiamo costruito un’alleanza ampia. Giacomo è una persona affidabile, del territorio, punto di riferimento per categorie e comunità”.
Sbrollini ha parlato di un progetto che va oltre le suppletive: “Non è un cartello elettorale, ma un laboratorio politico. Più siamo uniti, più possiamo dimostrare che le scelte si fanno qui, sul territorio”.
E senza troppi sottintesi ha ricordato che dall’altra parte “è stato imposto un candidato da un’altra regione”, parlando anche di valori etici e di rispetto per la comunità polesana.
Romeo: “Non era scontato accettare la sfida”
La deputata Pd Nadia Romeo ha sottolineato il coraggio della candidatura. “Prima del nome dell’avversario (Alberto Di Rubba, tesoriere della Lega) tutti davano questo collegio per scontato. Già il fatto di mettersi in gioco dimostra amore per la propria terra”.
Romeo ha parlato di un “campo largo” che qui in Polesine assume una dimensione concreta: “Oggi il territorio chiede di essere rappresentato davvero. Non possiamo continuare a dire no alle trivelle ogni volta come se fosse la prima”.
Poi l’affondo finale: “Catapultare il tesoriere di Salvini qui è stato percepito come una mancanza di rispetto. La sento camminando in mezzo alla gente. Un po’ di orgoglio polesano si è destato”.
La sfida del 22 e 23 marzo
Il messaggio è chiaro: l’indigeno contro il foresto, la voce del territorio contro la candidatura calata dall’alto. Adesso, al di là delle definizioni suggestive, restano venticinque giorni di campagna elettorale in un collegio che molti consideravano chiuso prima ancora di cominciare.
Il centrosinistra prova a trasformarlo in una partita vera. E in Polesine, quando si tocca l’orgoglio territoriale, le sorprese potrebbero non essere escluse.
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