PARMA – A Parma c’erano tutti domenica 28 maggio, oltre al grande popolo rossoblù anche il Sindaco di Rovigo Edoardo Gaffeo, con al fianco Mattia Milan assessore allo Sport del Comune, il presidente della Provincia, Enrico Ferrarese, l’assessore regionale allo Sport, Cristiano Corazzari, solo per citarne alcuni. L’ex Edo Ruffolo in divisa rossoblù, con i tifosi anche l’ex Diego Antl.
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Una vittoria che dà grande prestigio alla città in mischia. Battuto il Petrarca 16-9, 14esimo scudetto in bacheca in viale Alfieri, da sfavoriti. Rovigo ritorna sul gradino più alto, Zambelli centra il suo terzo successo da presidente (2016, 2021, 2023, più una Coppa Italia), coach Ale Lodi dopo 60 anni è il primo rodigino a conquistare lo scudetto.
“Sono contentissimo – le parole del Sindaco di Rovigo, Edoardo Gaffeo – sono felice per i ragazzi, il presidente Zambelli, e coach Lodi, una stagione di altissimo livello, primi in regular season, era un buon viatico, ma questa sera è stata durissima. Una difesa assolutamente perfetta, non ha mollato di un centimetro. Abbiamo vinto meritatamente,14esimo titolo, Rovigo campione d’Italia”.
È La prima finale in cui il Rovigo ha espugnato il Lanfranchi di Parma vincendo il titolo di campione d’Italia. Vicini al presidente Zambelli i figli Antonio e Carolina e la moglie del Patron, Valeria Zambelli.
Carolina Zambelli non lascia mai la mano del padre, lo accompagna in campo per il momento di gloria: quello di una squadra, di una città intera, ma anche di una famiglia che del Rugby ha fatto più che una passione.
“Questa è la prima volta che vinciamo al Lanfranchi. Di finali ne ho viste tante – commenta Carolina Zambelli – dal 2011 in prima fila le ho viste tutte, ma è sempre come la prima volta perché la finale la vivo in modo particolare”. Il Rugby è diventato lo sport di famiglia, condivisioni di gioie e dolori. “Questo da quando ho iniziato a giocare io poi mio padre ha iniziato con la sponsorizzazione. La vera forza è lui. Sono sempre stata al suo fianco in società perché il rugby fa parte di me, però è lui la forza di tutto e mia madre è la sostenitrice da dietro le quinte”
Francesco Zambelli: “Ovviamente lo speravo, era una cosa grande da ottenere ed è accaduto. Oggi ho invitato i ragazzi a crederci. Ho detto loro ‘Forza ragazzi li abbiamo già battuti recentemente quindi tirate fuori tutto quello che avete’ e lo hanno fatto. Hanno mostrato che possono e hanno una forza superiore agli altri . Non era giornata per far vedere le virtuosità, ma una giornata in cui si doveva combattere e basta e hanno fatto quello”.
Il polesano Alessandro Lodi è riuscito nell’impresa. “Assolutamente, ha dimostrato di essere bravo di essere all’altezza di meritarsi questa esperienza. Tenere conto che negli ultimi anni lui è stato mio dipendente, gli abbiamo concesso di dedicarsi al rugby. Una scommessa vinta. C’è da dire che Lodi ha avuto anche un battesimo quello che Allister Coetzee, che non voglio ricordare per nessun altra cosa, se non per quella di aver individuare in Lodi una brava persona che gli poteva dare una mano allora. Lui ha avuto quel battesimo lì e poi, siccome a furor di popolo i ragazzi lo hanno gradito quando Allister è andato via abbiamo scommesso su di lui. Ha dimostrato di avere delle qualità, oltre a quelle professionali per le quali lo avevamo conosciuto in azienda. Era indicato come un bravo e ora abbiamo avuto la conferma e non ha nulla da invidiare ai big”.
Nel momento gioioso un pensiero, il presidente di Viale Alfieri lo rivolte alla propria famiglia anche, la famiglia Zambelli e alle sue due donne: “Carolina e Valeria sono brave e tenaci come me loro a fare anche quelle cose che io non faccio ma in scia con la mia tenacia con l’obiettivo di coltivare e dare gloria al nostro territorio con il Rugby. Valeria mi ha aiutato a diventare imprenditore e prossimamente raggiungeremo anche il traguardo dei 50 anni di matrimonio, il mese prossimo. Una festa nella festa”.
Portato in trionfo coach Ale Lodi, al fischio di Gnecchi si è messo le mani sul viso incredulo, il primo ad abbracciarlo il team manager Antonio Romeo.
“Sono strafelice per i ragazzi – ha commentato coach Alessandro Lodi – oggi è stata una partita durissima, faccio i complimenti al Petrarca, nessuno poteva uscire sconfitto per me oggi, noi siamo riusciti a fare dei punti in più, i ragazzi hanno dato qualcosa di straordinario, sono andati oltre le loro possibilità, siamo riusciti a vincere perchè avevamo più fame. Sono strafelice, per i ragazzi, la società, i tifosi sono stati strepitosi, oggi sembrava di essere a Rovigo”.
Raggiante il tecnico della mischia Davide Giazzon “Ci eravamo fatti una promessa, come ho detto in settimana ero sicuro che il pubblico si sarebbe divertito, i ragazzi hanno dato tutto, forse siamo un po’ calati, ma hanno i ragazzi hanno tirato fuori gli attributi, una gran vittoria”. Il momento decisivo?“Abbiamo difeso con il coltello tra i denti, i ragazzi volevano questa vittoria, forse tra 3-4 giorni la riguardo e ti dico”.

Qui sopra Ferro, Joe Van Niekerk allenatore della difesa, Quaglio e Lubian
Le mani sul volto, l’abbraccio con il padre in mezzo al campo, capitan Matteo Ferro conquista il suo terzo scudetto, ma non ci si abitua mai “E’ stata durissima, a ottobre eravamo settimi, lo sapete, quelli di Rovigo hanno qualcosa in più, Ale Lodi ci ha dato sicuramente tanto entusiasmo, tanta voglia di giocare l’uno per l’altro, penso che la partita di questa sera sia lo specchio di quello che ci ha dato durante la stagione”.
Monumento Edo Lubian, subentrato nella ripresa nei momenti decisivi, vaga per il campo, abbraccia tutti in una sorta di delirio collettivo “Non ho parole, è lo scudetto di tutti, anche di quelli che hanno giocato un minuto, quando succedono queste cose qui le realizzi a distanza di anni”.
Giorgio Achilli














