Tra riflessioni sul presente, confronto internazionale e spettacoli dal vivo, la rassegna culturale polesana conferma il suo ruolo di spazio aperto al pensiero contemporaneo e alla condivisione

ROVIGO – Si conferma uno degli appuntamenti culturali più significativi del territorio il Maggio Rodigino – Primavera della Cultura, rassegna promossa dalla Fondazione per lo Sviluppo del Polesine e dedicata quest’anno al tema “Mediterraneo: il suo spirito, il suo tempo. La sua utopia”. Un percorso articolato tra incontri, approfondimenti e musica, capace di coinvolgere un pubblico numeroso e partecipe attorno ai grandi temi del nostro tempo.

Al centro della settimana appena conclusa, il Mediterraneo come luogo simbolico e reale di incontro, conflitto, migrazione e dialogo. Un tema affrontato da ospiti di rilievo nazionale attraverso letture differenti ma accomunate dalla volontà di comprendere il presente senza semplificazioni.


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Ad aprire il ciclo di riflessioni, giovedì a Palazzo Roncale, è stato Fabio Carminati, caporedattore Esteri di Avvenire, intervenuto in dialogo con Maurizio Romanato. Un confronto intenso sul fenomeno migratorio e sul ruolo dell’informazione in un contesto internazionale segnato da crisi spesso dimenticate.

«Nel mondo esistono decine di conflitti di cui non si parla abbastanza», ha osservato Carminati, richiamando l’attenzione sulla drammatica situazione del Sudan e criticando un’informazione sempre più orientata al sensazionalismo. Secondo il giornalista, oggi più che mai sarebbe necessario recuperare un giornalismo d’inchiesta rigoroso e responsabile, capace di raccontare fatti e numeri senza inseguire le mode del dibattito pubblico.

Ampio spazio anche al tema europeo e alla gestione dei flussi migratori. Per Carminati, l’Europa dovrebbe ritrovare proprio nella sua dimensione unitaria la forza per affrontare fenomeni che nascono da povertà, guerre, cambiamenti climatici e instabilità economiche.

Di grande interesse anche l’incontro di venerdì sera al Teatro di San Bortolo, realizzato in collaborazione con la Parrocchia di San Bartolomeo Apostolo. Protagonista della serata è stato monsignor Flavio Pace, Arcivescovo e Segretario del Dicastero per la promozione dell’Unità dei Cristiani, che ha proposto una riflessione sul ruolo delle Chiese nel Mediterraneo contemporaneo.

Nel suo intervento, Pace ha più volte richiamato la figura di Giorgio La Pira, sottolineandone la visione profetica sul dialogo tra popoli e religioni del Mediterraneo. Un confronto che oggi, secondo l’Arcivescovo, appare più attuale che mai.

«Viviamo un tempo che richiede capacità di ascolto e dialogo autentico», ha spiegato, soffermandosi sul valore del kairos, il tempo dell’opportunità e del cambiamento. Un concetto che, nella prospettiva cristiana, invita a costruire relazioni nuove anche attraverso il confronto con culture e confessioni differenti.

Particolarmente significativa anche la riflessione dedicata ai rapporti tra il mondo cattolico e le Chiese orientali, così come il riferimento ai percorsi di dialogo con l’islam e alle tensioni che attraversano il Medio Oriente. «La pace – ha evidenziato – nasce anzitutto dalla capacità di riconoscere e ascoltare il dolore dell’altro».

Sabato pomeriggio, ancora a Palazzo Roncale, spazio invece alla filosofia e alla politica con l’intervento del filosofo Giovanni Boniolo, che ha guidato il pubblico in una riflessione sulle diverse forme della democrazia, tra passato e contemporaneità.

Boniolo ha posto l’attenzione sul significato stesso di “popolo” e sul valore della partecipazione consapevole. «La democrazia non è soltanto un diritto, ma anche un dovere», ha sottolineato, ricordando come persino i sistemi totalitari abbiano avuto bisogno del consenso collettivo per consolidarsi.

Il filosofo ha inoltre approfondito concetti come la democrazia deliberativa, il ruolo del dibattito pubblico e il significato di termini chiave della cultura politica greca, da isegoria a parresia, evidenziando quanto il pensiero antico continui ancora oggi a interrogare il presente.

A chiudere la settimana, la musica. In piazza Vittorio Emanuele II si è svolto il concerto “Il Mediterraneo e le sue contaminazioni”, diretto dal Maestro Francesco Carlesi con la partecipazione straordinaria di Marcello Cirillo. Una serata partecipata e festosa che ha unito giovani musicisti e repertorio popolare grazie al Dipartimento Pop del Conservatorio “F. Venezze”.

Parallelamente agli incontri, proseguono anche le iniziative artistiche e sociali legate alla rassegna. Si conclude infatti l’esposizione grafica realizzata dagli studenti dell’IIS “De Amicis” di Rovigo, allestita negli spazi della Pescheria Nuova con il sostegno della Fondazione Banca del Monte di Rovigo. Un progetto che intreccia creatività, inclusione e collaborazione con realtà del territorio come la cooperativa “Uguali Diversamente”.

Sono inoltre iniziati gli appuntamenti selezionati attraverso il bando dedicato alle associazioni, tra cui il progetto di Radio NP – Noi Protagonisti, che ha proposto videopoesie, podcast e incontri dal vivo all’interno del percorso “Mediterraneo vivo: voci, immagini, utopie in ascolto”.

Il Maggio Rodigino si conferma così non solo una rassegna culturale, ma un vero laboratorio di idee, capace di mettere in relazione linguaggi, esperienze e visioni diverse attorno alle grandi sfide del presente.

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