Piante da frutto già in fiore colpite dal forte vento, piogge non sufficienti per il deficit idrico, situazione difficile in provincia di Rovigo

ROVIGO – La settimana scorsa sembrava già primavera e sugli alberi da frutto si potevano vedere le gemme dei fiori; nel giro di qualche ora, il meteo si è capovolto, con un brusco e improvviso abbassamento delle temperature e l’arrivo del forte vento freddo. Nel frattempo, il Po è sotto il livello idrometrico, i grandi laghi sono in magra, le precipitazioni sono state quasi assenti e c’è uno stoccaggio basso di neve: la somma di questi fattori sta mettendo in allarme l’intero settore agricolo. Questo è il quadro della situazione polesana, nel quale i frutticoltori sono turbati dalla possibilità di danno da maltempo e chi sta seminando non sa come andrà la stagione a causa della siccità.

“Il maltempo dei giorni scorsi ha fatto salire di appena un centimetro il livello del fiume Po – commenta Carlo Salvan, presidente di Coldiretti Rovigo – troppo poco rispetto al deficit idrico a cui stiamo assistendo. Preoccupato anche il comparto della frutticoltura: gli alberi erano stati ingannati dal clima favorevole con la predisposizione alla ripresa vegetativa, ma l’ondata di maltempo ha fatto scendere la colonnina di mercurio anche di 10 gradi, la natura è in tilt”.

Si tratta degli effetti del cambiamento climatico che si manifesta con sfasamenti stagionali e una più elevata frequenza di eventi estremi e l’agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze di questo cambiamento epocale in atto. La frutticoltura, in particolare, arriva da annate agricole difficili, con una serie di attacchi endogeni, come la cimice asiatica che per anni ha rovinato i frutti, passando per la gelata del 2021 che ha azzerato la produzione, per non parlare del mercato che non ha di certo favorito i redditi. 

Incrociamo le dita che il maltempo non spazzi via questa annata produttiva e che non ci siano gelate tardive. Siamo in attesa dell’arrivo delle polizze per la protezione delle colture di quest’anno, che si solito arrivano a marzo –  conclude Salvan -. Sul fronte della difesa passiva, inoltre, da questo 2023 è nato il fondo mutualistico nazionale Agricat per i danni da alluvione, gelo, brina e siccità, uno strumento agevolato che affiancherà polizze assicurative e altri fondi per la difesa del reddito”.

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