Il capogruppo di Rovigo si Ama richiama i numeri delle esposizioni e chiede una strategia concreta per collegare i flussi turistici al sistema commerciale locale

ROVIGO – Le grandi mostre di Palazzo Roverella attirano ogni anno migliaia di visitatori, ma quale ricaduta producono realmente sull’economia cittadina? È la domanda al centro dell’interrogazione presentata in consiglio comunale da Federico Frigato, capogruppo della lista civica Rovigo si Ama.

Il tema torna d’attualità dopo l’inaugurazione, lo scorso 27 febbraio, della nuova esposizione “Zandomeneghi e Degas. Impressionismo tra Firenze e Parigi”, che prosegue la tradizione di grandi mostre ospitate nel palazzo rodigino.

Secondo i dati ricordati da Frigato, negli ultimi anni le mostre del Roverella hanno registrato numeri rilevanti: 245.213 visitatori complessivi tra il 2019 e il 2023, con singole esposizioni capaci di superare le 70-80 mila presenze, come nel caso della mostra su Kandinskij (oltre 88 mila visitatori) o di quella su Renoir (più di 73 mila). Anche le esposizioni dedicate a Toulouse Lautrec, Hammershøi e le mostre fotografiche hanno superato decine di migliaia di ingressi.

Il nodo delle ricadute economiche

Secondo le stime citate nell’interrogazione, circa il 40-45% dei visitatori proviene da fuori provincia. Con una media di circa 60 mila ingressi per mostra, questo significherebbe oltre 25 mila visitatori esterni ogni anno che arrivano in città per le esposizioni.

Un flusso che, osserva Frigato, potrebbe rappresentare un’importante opportunità economica per il commercio e il turismo locale, settori che da tempo affrontano difficoltà.

Le domande alla giunta

Il consigliere collega il tema anche all’incontro che si è svolto il 26 febbraio, alla vigilia dell’apertura della mostra, tra sindaco, giunta e associazioni di categoria, convocato per discutere delle criticità del commercio cittadino.

«Se il taglio dell’incontro era pratico – osserva Frigato – la domanda è semplice: quali azioni concrete ha predisposto il Comune per mettere in relazione i flussi dei visitatori delle mostre con il sistema commerciale della città?».

L’interrogazione chiede quindi di conoscere quale strategia strutturata l’amministrazione abbia concordato con le categorie economiche per trasformare la presenza di migliaia di visitatori in una ricaduta diffusa per l’economia locale, evitando che molti turisti si limitino alla sola visita della mostra senza fermarsi in città.

Una questione che, conclude il capogruppo di Rovigo si Ama, richiede un confronto diretto tra assessorato alla cultura e assessorato al commercio per valorizzare davvero uno dei principali attrattori culturali della città.

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