ROVIGO – Vi ricordate il caso della multa rimediata in via Mazzini da un biellese in visita alla mostra di Palazzo Roverella? (LEGGI ARTICOLO). E’ stata annullata. Aveva pagato la sosta nelle strisce blu con l’app di Telepass, ma al suo ritorno all’auto aveva trovato un simpatico foglietto bianco, e non era un biglietto d’auguri. Aveva scritto a tutti, anche al Prefetto di Rovigo, al Sindaco Edoardo Gaffeo, all’assessore alla Polizia Locale, Giorgia Businaro, e per conoscenza al Comandante della Polizia Locale Alfonso Cavaliere.
“La contravvenzione che ho ricevuto dalla Polizia Locale di Rovigo poiché lasciavo ”in sosta il veicolo in area soggetta a limitazioni di tempo in zona a pagamento senza esporre la ricevuta del pagamento del parametro” è stata annullata. In due giorni il Prefetto di Rovigo – raccontaMarco Vigliocco – ha chiesto alla Polizia Locale di verificare l’avvenuto pagamento e di procedere all’annullamento del provvedimento. Nel giro di una settimana l’ufficio competente ha agito di conseguenza. Insomma, la sosta è stata regolarmente pagata, proprio come sostenevo. Non ci sono però colpevoli, se non la tecnologia. Già, il sistema non ha funzionato. Un imprecisato problema tecnico non ha permesso all’addetto di accertare la reale situazione. Le applicazioni non hanno comunicato tra loro. Per non sbagliare si fa subito la multa”.
“Sarebbe interessante capire – continua il cittadino di Biella – cosa è stato visualizzato dall’incaricato e se non fosse già evidente un ”problema tecnico”, che ha portato a seguire la strada più facile, redigere un verbale magari nella speranza che l’automobilista lo pagasse. Non sapremo mai i dettagli. Resta anche l’amarezza per l’incapacità di comunicazione di chi ha risposto al telefono quando ho cercato di segnalare il disguido agli uffici della Polizia Locale prima di ricorrere alla posta certificata e al ricorso ufficiale. In questo caso diventerebbe difficile incolpare la tecnologia, visto che era una persona in carne e ossa a rispondere e a non dare correttamente le informazioni richieste. Si poteva risparmiare il lavoro della Prefettura e della Polizia Locale, se chi di competenza avesse agito con più accortezza. Ci penserò bene prima di tornare a Rovigo”.

















