ROVIGO – Si è svolto oggi, sabato 15 novembre, nella Sala della Gran Guardia di Rovigo, l’incontro dal titolo “No! Significa No! Dalla violenza sulle donne al consenso”, un momento di confronto e riflessione promosso dal Partito Democratico in vista della Giornata internazionale contro la violenza di genere.
L’iniziativa pubblica, accompagnata da immagini simboliche esposte in sala, ha toccato due grandi temi: la lotta alla violenza di genere e il riconoscimento del valore del consenso come principio giuridico e culturale.
Il ruolo del Partito Democratico nella riforma del reato di violenza sessuale
Nel suo intervento, Nadia Romeo, deputata rodigina del Partito Democratico, ha ricordato l’impegno del gruppo parlamentare dem per la riforma del reato di violenza sessuale, con un emendamento che ha recentemente ottenuto il via libera unanime della Commissione Giustizia della Camera.
La modifica prevede che, per escludere l’ipotesi di reato, il consenso debba essere esplicito, volontario, attuale e libero, privo di ogni forma di coercizione, intimidazione o manipolazione.
«È un passo fondamentale – ha sottolineato Romeo – perché sancisce che il consenso non può mai essere presunto o dedotto da comportamenti ambigui, ma deve essere chiaro e consapevole, nel momento stesso in cui l’atto si compie».
Pizzardo: “La violenza è figlia di una cultura ancora diseguale”
Emanuela Pizzardo, candidata al Consiglio regionale per il Pd, ha evidenziato come il fenomeno della violenza sulle donne non possa essere ridotto a casi isolati, ma rappresenti la punta dell’iceberg di una cultura ancora fortemente segnata da stereotipi e diseguaglianze.
«In un Paese che conta un femminicidio ogni tre giorni – ha detto – non possiamo più considerare questi fatti come eccezioni, ma come il prodotto di un sistema culturale che va cambiato con l’educazione, la prevenzione e politiche strutturali di parità».
Valentini: “Educazione affettiva, occasione mancata”
Michela Valentini, anch’essa candidata Pd alle Regionali, ha poi posto l’accento sulla mancata introduzione dell’educazione affettiva nelle scuole, definendola «un’occasione persa per educare al rispetto e alla gestione sana dei sentimenti, elementi indispensabili per superare la violenza».
Le testimonianze e gli approfondimenti
Particolarmente toccante la performance di Giulia Zuolo, scenografa, che ha rievocato la vicenda di Artemisia Gentileschi, una delle prime donne della storia ad affrontare pubblicamente un processo per violenza, trasformando la propria esperienza in arte e riscatto personale.
Sul piano giuridico, l’intervento della senatrice Valeria Valente, già presidente della Commissione parlamentare sul femminicidio, ha offerto un excursus sulla normativa italiana in materia, ricordando come l’introduzione del reato di violenza sessuale risalga solo al 1996 e richieda ancora un profondo lavoro culturale per essere pienamente compreso e applicato.
Un messaggio condiviso
Hanno preso parte all’incontro anche Claudia Longhi, portavoce della Conferenza regionale del Pd Veneto, e Diego Crivellari, capogruppo Pd in consiglio comunale a Rovigo.
Tutti i relatori hanno condiviso la convinzione che il contrasto alla violenza di genere passi non solo per la repressione penale, ma per un cambiamento sociale e culturale, che metta al centro il rispetto e la libertà delle donne.
L’iniziativa si è conclusa tra applausi e momenti di confronto diretto con il pubblico.
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One Comment
giusto…ma per avere dei risultati finali,non servono panchine rosse e scarpette di varie colori ..servono leggi!!! e che vengano applicate!! per esempio,che fine ha fatto quella legge che si potteva procedere d’ufficio anche senzxa la denuncia della donna??? e che non poteva essere ritirata?? ecco donne delle sx..chidetevelo !1 in polirica siete voi,non la donna violentata nel parco o nelle fs!!