Dopo un percorso condiviso durato quasi due anni, il Comune polesano entra ufficialmente nella rete MAB UNESCO. Opportunità per sostenibilità, turismo e sviluppo territoriale insieme agli altri Comuni del Grande Fiume

OCCHIOBELLO (Rovigo) Un riconoscimento internazionale che apre nuove prospettive di crescita sostenibile per il territorio. Occhiobello è ufficialmente tra i nuovi Comuni che entrano a far parte della Riserva della Biosfera MAB UNESCO Po Grande, dopo il via libera arrivato dall’UNESCO nel corso della 38ª sessione dell’International Co-ordinating Council del Programma Man and the Biosphere, riunito tra il 7 e l’8 giugno a Hernandarias, in Paraguay. (LEGGI ARTICOLO)

L’ingresso del Comune polesano è il risultato di un percorso partecipativo avviato quasi due anni fa e culminato con l’approvazione della candidatura da parte dell’organismo internazionale. In totale sono 19 i nuovi Comuni che entrano nella Riserva, tra cui otto appartenenti alla provincia di Rovigo.

“Lo abbiamo accolto come un progetto di crescita della comunità – commenta la sindaca Irene Bononi – dando seguito alla candidatura di Occhiobello e credendo nella possibilità di uno sviluppo economico, sociale e ambientale collegato all’ecosistema della Riserva. Non è trascurabile, inoltre, la possibilità di sviluppare progettualità condivise con Ferrara che possano generare ricadute economiche positive sul territorio”.

Il percorso verso il riconoscimento ha visto numerose tappe. Nel febbraio 2025 Occhiobello aveva ospitato un confronto tra amministratori, rappresentanti dell’Autorità di Bacino e docenti dell’Università di Ferrara, dedicato alle nuove forme di equilibrio tra uomo e ambiente all’interno della Riserva MAB UNESCO Po Grande.

Successivamente, nel luglio 2025, il Consiglio comunale aveva approvato all’unanimità la candidatura del Comune. Da quel momento l’amministrazione ha completato una serie di adempimenti tecnici e ambientali, documentando le caratteristiche del territorio attraverso indicatori legati alla sostenibilità: presenza di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici, illuminazione pubblica a basso consumo energetico, rete ciclabile, programmi annuali di piantumazione e interventi di riqualificazione ambientale.

“Entrare nella rete significa credere nella sostenibilità, nella biodiversità fluviale e nelle opportunità di un turismo integrato con gli altri Comuni della Riserva – sottolinea l’assessora al Turismo Marica Di Stasio –. Il percorso ha previsto un importante lavoro di coinvolgimento e divulgazione, anche tra i giovani, per promuovere la tutela del patrimonio naturale, la valorizzazione dell’identità locale e il rafforzamento del senso di comunità”.

Proprio i giovani sono stati protagonisti di una parte significativa del progetto. Marica Di Stasio, insieme al consigliere Matteo Zanella, partecipa infatti al Tavolo Po Grande Youth, organismo interregionale con funzioni consultive e propositive. Nel corso dei workshop tematici organizzati negli ultimi mesi, i partecipanti hanno individuato alcune priorità strategiche: educazione alla biodiversità, integrazione tra natura, cibo e turismo, formazione professionale orientata alle competenze green e promozione di eventi culturali e sportivi legati al fiume.

A supporto delle attività del Tavolo nascerà anche la Carta Giovani, documento programmatico fondato su tre pilastri: educazione e consapevolezza ambientale, fruizione sostenibile del territorio e partecipazione attiva delle nuove generazioni ai processi decisionali.

L’ampliamento della Riserva interessa complessivamente territori delle province di Rovigo, Ferrara e Pavia, consolidando il ruolo del bacino del Po come modello di equilibrio tra tutela ambientale, attività economiche e qualità della vita.

Soddisfazione è stata espressa anche dall’assessore regionale alla Valorizzazione dei Siti UNESCO Marco Zecchinato.

“L’ingresso di questi otto Comuni rappresenta un risultato significativo per il Polesine e per l’intero Veneto – afferma Zecchinato –. Si tratta di territori che custodiscono un patrimonio naturale, culturale e identitario di grande valore. Questo riconoscimento rafforza la presenza veneta nella Riserva Po Grande e consente alla Regione di partecipare con maggiore incisività ai processi di governance, promuovendo progettualità condivise in materia di sostenibilità, valorizzazione del paesaggio e sviluppo delle comunità locali”.

Per Occhiobello si apre ora una nuova fase, nella quale il marchio UNESCO potrà tradursi in occasioni concrete di valorizzazione del territorio, attrazione turistica e sviluppo sostenibile, all’interno di una delle più importanti aree fluviali riconosciute a livello europeo.

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