ROVIGO – Si inserisce nel programma delle celebrazioni dedicate ai 550 anni della presenza degli Olivetani a San Bortolo di Rovigo il pellegrinaggio a Monte Oliveto Maggiore, ad Asciano, in provincia di Siena, promosso dall’associazione APS “Il Cortile degli Olivetani” in collaborazione con il CPSSAE.
Il percorso celebrativo, avviato nel 2024 — anno in cui ricorre il 550° anniversario della bolla papale che autorizzò l’insediamento della comunità monastica olivetana a Rovigo — si concluderà nel 2026, data che segnerà i 550 anni dall’arrivo effettivo dei monaci in città.

Nel corso di questi anni il “Cortile degli Olivetani” ha promosso numerose iniziative: incontri culturali e spirituali, momenti di confronto con i monaci olivetani del Santuario della Madonna del Pilastrello di Lendinara e, più recentemente, la visita alla Casa Madre dell’Ordine. Un’esperienza vissuta come un autentico cammino tra natura, arte e spiritualità, sia personale sia collettivo, alla ricerca di quei valori ispirati alla tradizione benedettina che l’associazione, pur nella sua dimensione laica, considera fondamentali per il proprio impegno nella comunità.
La tre giorni, svoltasi dal 16 al 18 maggio, ha coinvolto 25 partecipanti ospitati nella foresteria del monumentale complesso abbaziale. Il programma ha alternato momenti di raccoglimento spirituale a visite culturali e artistiche. A guidare la parte spirituale è stato il giovane dom Thomas Boldrin di Lendinara, oggi impegnato nel noviziato e negli studi teologici presso l’abbazia.
I partecipanti hanno inoltre preso parte ad alcuni momenti della vita monastica, tra cui i canti gregoriani e la lettura delle Lodi in italiano e latino, vivendo da vicino il ritmo quotidiano della comunità olivetana.
Grande interesse ha suscitato anche il patrimonio storico e artistico dell’abbazia, edificata nel XIV secolo. Tra i luoghi più apprezzati figurano il chiostro con il celebre ciclo di affreschi di Luca Signorelli e del Sodoma, la monumentale biblioteca — espressione del motto olivetano “Ora, labora et lege” —, l’antica farmacia delle erbe officinali, la storica cantina e il luminoso refettorio ancora oggi utilizzato dai monaci.
Particolarmente ammirato anche il prezioso coro ligneo realizzato da Giovanni da Verona nella chiesa abbaziale, che molti partecipanti hanno accostato alle opere dei Maestri Canozi di Lendinara.
Durante il soggiorno il gruppo del “Cortile” e del CPSSAE è stato accolto con grande cordialità dall’Abate generale dell’Ordine, dom Diego Maria Rosa, già conosciuto da molti nel periodo in cui era Abate a Lendinara. In segno di riconoscenza, gli sono state donate pubblicazioni e volumi dedicati al complesso olivetano di San Bortolo.
Prima della partenza, i pellegrini avevano inoltre partecipato a un incontro preparatorio con il teologo dom Roberto Nardin, che ha approfondito la figura di San Bernardo Tolomei, fondatore dell’Ordine olivetano, delineandone il percorso storico e spirituale.
Accanto agli aspetti religiosi e culturali, il pellegrinaggio ha rappresentato anche un’importante occasione di convivialità e condivisione. Momenti semplici ma significativi, che hanno contribuito a rafforzare legami già esistenti e a creare nuove amicizie tra i partecipanti.

















