LENDINARA (Rovigo) – Clara Grossi, ex sindaco di Lendinara, interviene sul fattaccio del consiglio comunale “saltato” per la diserzione della maggioranza. (LEGGI ARTICOLO GUARDA IL VIDEO)
“Nei miei diciannove anni di amministratore comunale, sotto la bandiera della democrazia cristiana, nel secolo scorso, con ruoli diversi da capogruppo a sindaco (1990/1995) non nego di averne viste, e talvolta subite, parecchie …ma mai e poi mai, si è registrato che componenti della maggioranza, chiusa in qualche ufficio della sede municipale ancor meno nell’ufficio del sindaco, sia poi svanita nel nulla con la evidente volontà di non permettere lo svolgimento del consiglio comunale regolarmente fatto convocare dal presidente, Nico Pavarin”.
È uno sfogo a tutto tondo quello di Clara Grossi che, appellandosi ai ricordi personali di amministratore locale, pur consapevole delle mutazioni politiche intervenute, avverte la necessità di denunciare ed informare i lendinaresi, dell’atto gravissimo che mette alla berlina l’istituzione cittadina.
Anche ai suoi tempi non sempre è stato facile fare il numero legale ma quello che è accaduto non ha precedenti. E poiché il consiglio comunale è la casa dei cittadini, l’ex sindaco si chiede: “Alle 21 non si è aperto il collegamento in diretta su internet? Perchè?” E ancora: “Dove sta la tanto sbandierata trasparenza, solo parole e come tutti ben sappiamo verba volant, però ci sono gli atti dei consigli comunali ed anche la memoria”. Secondo la Grossi, il sindaco e la sua maggioranza dovrebbero chiedere scusa alla città, e al presidente del consiglio comunale mandato in sala consigliare, insieme al segretario comunale, senza proferire parola. “Se il sindaco avesse un minimo di dignità – aggiunge Clara Grossi – dovrebbe dimettersi, sapendo che il suo ruolo è di rappresentanza di tutto il consiglio non di una parte”.
Poi l’ex sindaco affonda e dice: “Forse i sapienti di turno …non sanno che a consiglio comunale aperto le delibere, si possono ritirare, ma perché darsi alla fuga alla chetichella per il timore che alcune delibere, forse delibera 140 del 6 settembre, non ottenesse i voti necessari di una maggioranza che ha avuto dai lendinaresi il 78,47 dei consensi?” La delibera indicata sarebbe quella relativa alla spesa per il viaggio in America di due amministratori, una collaboratrice in biblioteca con consorte, direttore della biblioteca e chi ha fatto un anno di servizio civile.
“Chi fugge, come un ladro dalla porta di servizio, non ha titolo per tornare, chi fugge deve andare a casa; questa è la legge del buon senso che, se gli amministratori comunali lendinaresi non conoscono, significa che sono armati solo di arroganza”, conclude indignata Clara Grossi.
Ugo Mariano Brasioli


















