OLASZFA (Ungheria) – Una delegazione di 25 persone, organizzata dal Comune di Gaiba, ha raggiunto Olaszfa per trascorrere alcune giornate di scambio culturale, visita del territorio, attività musicali e dibattiti sulle aree rurali. Presenti il sindaco Nicola Zanca, i consiglieri comunali Mirko Grandi e Mattia Marella, insieme a un gruppo di giovani e amici della comunità ungherese.
La prima visita della delegazione, accompagnata dal sindaco di Olaszfa Robert Fekete, è stata al Museo della Cortina di Ferro di Felsőcsatár, al confine con l’Austria.
Giják Sándor, proprietario del sito, ha mostrato i reperti dell’esposizione all’aperto, situata lungo il tracciato dove sorgeva la “cortina di ferro” che divideva il blocco occidentale da quello orientale durante la Guerra Fredda. Nel parco si possono vedere recinzioni originali, mine antiuomo prive di carica esplosiva e una torretta di vedetta.
Un tempo muri e filo spinato impedivano di scappare dal blocco sovietico, con guardie pronte a sparare a chi tentava di oltrepassare il confine; oggi, in alcuni Stati, nuovi muri vengono eretti per impedire di entrare.
Un museo che invita a riflettere sul valore della libertà e della democrazia.
La mattinata si è conclusa con la visita alla maestosa basilica benedettina di Ják, dedicata a San Giorgio.
Il momento conviviale si è svolto a Nazdravlje Kisvendéglö, nel comune di Szentpéterfa, detto communitas fidelissima: dopo la Prima guerra mondiale, infatti, la comunità rifiutò l’annessione all’Austria per rimanere ungherese. Il locale è stato rinnovato grazie ai fondi del GAL – Gruppo di Azione Locale.
A seguire, si è tenuto un dibattito con i sindaci Nicola Zanca e Robert Fekete, insieme a Eszter Zichy, consigliera dell’Ufficio di gabinetto del Primo Ministro, e alle delegazioni presenti.
Il tema dell’incontro si è focalizzato su come rilanciare le aree rurali e renderle più attrattive, in particolare per i giovani.
In Ungheria ci sono 3.150 comuni, di cui circa l’80% con meno di 5.000 abitanti, e una dimensione media di 3.040 residenti. Le piccole realtà lottano per garantire servizi ai cittadini e le aziende faticano a investire; per questo l’intervento del governo mira a valorizzare le aree rurali, connettere bisogni e opportunità e coinvolgere i portatori di interesse.
La consigliera Eszter Zichy si occupa dell’ascolto dei territori per raccogliere criticità e condividere soluzioni, oltre a riportare le istanze al governo per sviluppare politiche di coesione e innovazione, nell’ottica di rendere più accessibili i servizi nelle aree rurali.
Nel 2018 il governo ungherese ha annunciato il Programma Villaggi Ungheresi (Magyar Falu Program) con una lettera inviata ai sindaci delle piccole comunità. Da allora, il sostegno ai comuni con meno di 5.000 abitanti è diventato una priorità, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita locale e fermare lo spopolamento.
Il programma è scritto dai comuni stessi e risponde annualmente alle esigenze delle comunità rurali. Per il governo, la dimensione rurale è un valore, e chi ci vive è un partner: per questo i beneficiari e gli obiettivi si ampliano costantemente, affinché vivere in un villaggio non rappresenti uno svantaggio, ma un vantaggio in termini di qualità della vita.
Gli effetti sono visibili anche a Olaszfa, dove il sindaco ha evitato la chiusura del centro infanzia quando aveva solo 4 iscritti; oggi sono quintuplicati e sempre più famiglie acquistano casa in paese.
Oltre al sostegno a nidi e scuole dell’infanzia, il governo ungherese stanzia fondi per le famiglie che acquistano casa nei comuni sotto i 5.000 abitanti, una politica che ricorda quella della Provincia di Trento, che eroga contributi fino a 100.000 euro alle giovani coppie che acquistano e ristrutturano casa in aree svantaggiate.
I giovani di Gaiba, in particolare Alex Pelà, Mirko Grandi e Agata Bizzi, hanno rivolto domande e lanciato proposte per rendere i piccoli comuni più attrattivi: più eventi per fare comunità, momenti ricreativi, un luogo permanente di aggregazione per i giovani. Sono già molto apprezzati il centro estivo annuale, le aree fitness all’aperto, i percorsi di mobilità dolce e i parchi riqualificati dove ritrovarsi nella bella stagione.
Il sindaco Robert Fekete ha lanciato il concetto di Local Hero: non aspettare il cambiamento dall’alto, ma mettersi in gioco in prima persona per rigenerare le comunità, con spirito di servizio e lavoro di squadra. Ha spronato i giovani a studiare e viaggiare all’estero, per poi tornare nei piccoli comuni e portare innovazione, idee e progetti.
Il motto finale è stato: Making transition happen – realizzare il cambiamento per rendere la vita in campagna di nuovo attrattiva.


















