Psi Rovigo: i pericoli della destra al governo e le panzane della sinistra

Promesse elettorali irrealizzabili, ma acchiappavoti, secondo il segretario provinciale di Rovigo del Partito socialista italiano l'elettore è sempre più disorientato

ROVIGO – A tre settimane dalle elezioni politiche del prossimo 25 settembre i partiti non riuscirebbero ad andare oltre agli slogan ai quali i cittadini italiani sono da tempo abituati secondo Roberto Pugiotto, segretario provinciale del Psi di Rovigo.

Le destre invocano il muro navale nel mediterraneo e mille euro di pensione a tutti, si rivolgono al loro elettorato storico e fissano come elemento non più negoziabile il presidenzialismo e l’assegno unico e universale della Meloni nonostante nessuno abbia capito di cosa possa trattarsi. – afferma Pugiotto – Così si preparano a sbarcare in parlamento con la prima donna alla guida di un governo in Italia, Salvini al Viminale e Berlusconi presidente del Senato e tra i nuovi candidati annoverano Cesa, Sgarbi oltre a Tremonti e compagnia cantante. Peccato che questa configurazione assomigli molto a quella che nel 2011 mandò l’Italia in bancarotta e aprì le porte alle lacrime e sangue (sempre per gli stessi italiani) del governo Monti e della riforma Fornero”.

La sinistra non si dissocia dal sparare autentiche panzane, a cominciare dalla pensione a 71 anni del redivivo Cottarelli, o la patrimoniale in svariate versioni, da quella di Letta a l’ultima di Fratoianni che propone di tassare il 100% dei ricavi delle grandi multinazionali – continua il segretario provinciale del Partito socialista italiano – Solo nell’ultima settimana entrambi gli schieramenti hanno cominciato a dedicare parole di conforto e poche soluzioni confuse agli italiani sull’abnorme problema del costo dell’energia, ma solo dopo che le famiglie sono state bombardate da bollette che nel migliore dei casi hanno lo stesso peso di uno stipendio e per riempire di combustibile l’auto bisogna accendere un mutuo in banca. La proposta che arriva da più parti, specialmente dalle aziende che distribuiscono energia, è il ritorno alle comode rate mensili rievocando di fatto il cavallo di battaglia di Berlusconi che fino alla fine del suo regno, con lo spread alle stelle, immaginava un’Italia consumatrice invasa dalle cambiali”.

Ciliegina sulla torta lo sbarco in massa dei boomer candidati sulla piattaforma Tik-Tok con comparsate degne di un ottantenne che balla in discoteca. Di fronte a tutto questo gli elettori italiani sono sempre più disorientati, distanti dalla politica, non sanno chi andranno a votare, e si apprestano ad affrontare l’inverno al freddo, con il latte che costa più della benzina e con livelli di povertà assoluta paragonabili all’ultimo dopoguerra”.

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