L'associazione Civica per Rovigo esprime preoccupazione per il futuro del punto nascite di Adria: "Se la sospensione diventasse definitiva, il Polesine resterebbe con un solo reparto e le famiglie perderebbero un servizio essenziale".

ROVIGO – Dopo il confronto politico seguito alle notizie sul futuro del punto nascite dell’ospedale di Adria (LEGGI ARTICOLO), interviene anche l’Associazione Civica per Rovigo, che esprime forte preoccupazione per le conseguenze che una sospensione del servizio potrebbe avere sull’intera provincia.

Secondo l’associazione, la delibera della Regione Veneto n. 453 del 28 maggio 2026, che prevede la sospensione del punto nascite di Adria insieme a quelli di Portogruaro, Castelfranco Veneto e Valdagno, viene motivata con la carenza di personale sanitario, ma apre interrogativi sul destino definitivo del reparto. Per Civica per Rovigo, la Regione avrebbe dovuto difendere con maggiore determinazione la specificità del Polesine e garantire il mantenimento di un presidio considerato essenziale.

L’associazione evidenzia che, qualora la sospensione si trasformasse in una chiusura definitiva, la provincia di Rovigo diventerebbe l’unica del Veneto a disporre di un solo punto nascite. Una situazione che costringerebbe molte famiglie del Delta e del Basso Polesine a percorrere oltre un’ora di viaggio per raggiungere gli ospedali di Rovigo o Chioggia, con tempi destinati ad aumentare nei periodi di maggiore traffico sulla Romea o durante le frequenti nebbie invernali.

La nascita di un figlio – sottolinea Civica per Rovigo – è uno dei momenti più delicati nella vita di una famiglia. Poter contare su un servizio vicino, sicuro e accessibile non rappresenta un privilegio, ma una garanzia fondamentale sia per affrontare il parto con serenità sia per gestire eventuali situazioni di emergenza.”

Pur riconoscendo che la carenza di personale sanitario rappresenta un problema reale, l’associazione ritiene che la risposta non possa essere la progressiva riduzione dei servizi nelle aree periferiche, ma debba tradursi in politiche capaci di affrontare le cause della crisi.

Per Civica per Rovigo, infatti, la difesa del punto nascite va oltre il mantenimento di un singolo reparto ospedaliero. Significa garantire alle famiglie l’accesso ai servizi essenziali e decidere quale futuro riservare al territorio polesano. “L’indebolimento della rete sanitaria – conclude l’associazione – rende il Polesine meno attrattivo per chi sceglie di viverci, lavorarci e costruire qui il proprio progetto di vita.”

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