L’iniziativa, promossa dal Teatro Stabile del Veneto assieme al Circuito Multidisciplinare Regionale Arteven, prevede la realizzazione di una serie di spettacoli itineranti nel territorio veneto

BADIA POLESINE (Rovigo) – Il Teatro Sociale “Eugenio Balzan” sarà sede della rassegna itinerante 100 Donne Duse, nell’ambito del progetto Donna Duse, in occasione delle celebrazioni del centenario della “divina” Eleonora Duse a 100 anni dalla sua scomparsa. 

L’iniziativa, promossa dal Teatro Stabile del Veneto assieme al Circuito Multidisciplinare Regionale Arteven, prevede la realizzazione di una serie di spettacoli itineranti nel territorio veneto dedicati non solo alla figura di Eleonora Duse, ma anche al racconto della sua epoca e al ritratto di artisti, artiste e intellettuali a lei contemporanei, così come a tematiche più ampie collegate alla sua personalità, come il ruolo delle donne nel teatro, nella storia, nella società e la lotta contro le convezioni sociali. 

Due sono le iniziative previste presso il Teatro Sociale “Eugenio Balzan”.

Il primo appuntamento è sabato 26 ottobre alle ore 18.00 con “Tomato Soap” a cura della compagnia Manimotò. 

TOMATO SOAP porta in scena la violenza di genere raccontando la storia di un uomo e di una donna: dal loro primo incontro, alla costruzione di una vita insieme, fino all’incrinarsi del rapporto e alla prepotenza con cui la violenza diventa protagonista. Gianni e Gilda sono due pupazzi di gommapiuma a grandezza umana, marionnettes portées, manipolati a vista dagli attori. Ma la storia dei pupazzi è anche il gioco della coppia di attori manipolatori, che sotto gli occhi del pubblico invertono i ruoli: è infatti l’attrice a fare l’uomo e l’attore a fare la donna. Tale capovolgimento crea due percorsi paralleli il cui intreccio costituisce il cuore drammaturgico dello spettacolo. Il pubblico viene così invitato a una riflessione più complessa sulla violenza maschile contro la donna nella quale pregiudizi e stereotipi giocano un ruolo determinante. Al termine dello spettacolo le psicologhe Giorgia Cona, docente di Neuropsicologia, Dipartimento di psicologia generale dell’Università di Padova e/o Margherita Forgione, psicologa e psicoterapeuta, faranno luce sul tema della violenza di genere fornendo, in continuo dialogo con il pubblico e gli attori, informazioni utili sul fenomeno e sulla prevenzione dello stesso. 

Il secondo appuntamento, intitolato “Cercando Nora” a cura della compagnia Etherna Theatro, Teatro Modus, Cooperativa Deltartisti, è previsto Sabato 14 Dicembre alle ore 21.00.

Una tra le più grandi attrici a cavallo tra l‘800 e il ‘900, Eleonora Duse, la sua Maestra Giacinta Pezzana e la letterata Sibilla Aleramo, amiche tra loro, si sostennero nelle varie traversie e si incoraggiarono in tante imprese teatrali, affermando il valore delle relazioni fra donne. I loro sentimenti furono potenziati e valorizzati; i diversi interessi personali, le divergenze, le incomprensioni, le gelosie, anziché dividerle stimolarono in loro le curiosità intellettuali, diventando un arricchimento culturale. E, senza saperlo, divennero dei simboli di emancipazione per le donne della loro epoca. Nel teatro esse lavoravano, guadagnavano, si affermavano, godendo di una certa libertà e relativizzando il ruolo domestico e materno. Le attrici erano figure pubbliche, senza casa, vagabondavano da un paese all’altro e sulla scena potevano vivere tantissime esperienze, conquistando conoscenza delle passioni umane e il potere di colpire nell’intimo. Sorelle del vagabondaggio furono però la povertà e la solitudine. Pagarono infatti dei costi altissimi in termini di fatica e di reputazione sospetta. Tra le interpretazioni più ardite e combattute della Duse c’è quella di Nora, l’eroina della “Casa di bambolo” di Ibsen. Con stupefacenti doti di trasformismo, Michela Mocchiutti interroga Eleonora Duse e, attraverso di lei, le sue due amiche. Ecco il perché del titolo “Cercando Nora”, donna che lotta per la propria libertà. 

L’evento è gratuito con prenotazione obbligatoria ai seguenti link: 

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