Dalla gestione della rabbia alla consapevolezza di squadra: a Padova un’esperienza innovativa di team building per le atlete di Serie A2

PADOVA – Nel basket moderno non bastano più schemi perfetti e preparazione atletica impeccabile. Sempre più spesso, la differenza si gioca su un terreno invisibile ma decisivo: quello delle emozioni. Lo sa bene la Rhodigium Basket, che ha scelto di investire sull’allenamento mentale portando la propria squadra femminile senior di Serie A2 in un contesto fuori dagli schemi.

A Padova, le atlete hanno partecipato a un’esperienza di team building presso lo Sfogatoio, uno spazio pensato per canalizzare e liberare tensioni ed emozioni in modo controllato. Un ambiente insolito, lontano dal parquet, ma perfetto per lavorare su aspetti fondamentali della performance sportiva.

A guidare l’iniziativa è stata Silvia Rizzi, mental coach della squadra, che ha strutturato l’attività come un vero e proprio allenamento emotivo. L’obiettivo: imparare a riconoscere e gestire la rabbia, una delle emozioni più intense nello sport competitivo.

“La rabbia nello sport è un’emozione molto potente – spiega Rizzi –. Non va eliminata, ma compresa e gestita. Se ben canalizzata, può diventare una straordinaria risorsa di energia e presenza mentale”.

Durante la giornata, le giocatrici hanno alternato momenti di scarico fisico ed emotivo a fasi di riflessione guidata, integrando strumenti di coaching e principi del modello SFERA, che lavora su sincronia, forza, energia, ritmo e attivazione.

La scelta di uscire dal contesto abituale non è stata casuale. Vivere un’esperienza diversa permette infatti di osservare le proprie reazioni da una prospettiva nuova, rafforzando la consapevolezza individuale e collettiva.

A sottolinearlo è anche Mariapaola Galasso:

“Lo sport di squadra richiede non solo capacità tecniche, ma anche equilibrio emotivo e fiducia reciproca. Attività come questa aiutano le nostre atlete a crescere sia in campo che fuori”.

Lo Sfogatoio, spiega il titolare Diego Grigoletto, è uno spazio pensato per liberarsi dallo stress:

“Qui non si distruggono solo oggetti, ma anche il peso delle giornate. È un’esperienza di benessere, in un contesto sicuro, che permette di ritrovare leggerezza”.

Anche l’allenatrice Giulia Pegoraro evidenzia il valore del percorso intrapreso:

“L’allenamento mentale è una vera opportunità. Per un gruppo giovane significa arricchire il proprio bagaglio di strumenti e conoscersi più a fondo, dentro e fuori dal campo”.

Dal confronto tra le atlete è emersa una convinzione condivisa: le emozioni non sono un ostacolo, ma una componente essenziale della competizione. Saperle gestire insieme rafforza l’identità del gruppo e la qualità del gioco.

Perché, in fondo, la vera forza di una squadra non sta solo nel talento individuale, ma nella capacità di trasformare ogni emozione in energia.

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