BADIA POLESINE (Rovigo) – Il 16 giugno 1982 moriva in un agguato mafioso a Palermo l’appuntato scelto Silvano Franzolin di Pettorazza Grimani. Aveva 41 anni, due figli ed una moglie. In quella strage, mentre trasferivano il boss Alfio Ferlito dal carcere di Enna a quello di Trapani, morirono con Lui i colleghi Salvatore Raiti e Luigi Di Barca, oltre al ventisettenne autista Giuseppe Di Lavore.
Come narrano le cronache, quella che passò alla storia come la strage della circonvallazione, si consumò in un’estate funesta nella quale furono uccisi anche il segretario del Pci siciliano Pio La Torre e il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa.
Franzolin, medaglia d’oro al valore civile è stato ricordato, questa mattina, nel quarantesimo anniversario della morte nella Casa della cultura e della legalità di Salvaterra a Lui dedicata (il 7 aprile 2018) come simbolo di contrasto a tutte le mafie.
Erano presenti le massime autorità civili (il Prefetto Clemente Di Nuzzo e il questore Giovanni Battista Scali, il Sindaco di Badia e il sindaco di Pettorazza Gianluca Bernardinello, paese d’origine dell’appuntato), militari (il comandante provinciale dei carabinieri Colonnello Emilio Mazza, il maggiore Giovanni Truglio, il comandante della Finanza Colonnello Antonio Morelli), il parroco don Alex Miglioli e i referenti provinciali e regionali di Libera. Fra il pubblico, c’erano alcuni consiglieri neo eletti o riconfermati domenica scorsa e diversi sottufficiali dell’arma.
Il sindaco Giovanni Rossi, nel suo intervento ha rilevato come “La memoria è la condizione indispensabile affinché l’esperienza non vada perduta e possa essere utilizzata in quella futura che normalmente si definisce “memoria collettiva”, tanto necessaria per diffondere il valore della legalità”.
“Fare quest’operazione oggi, in questo luogo – ha sottolineato il Sindaco – diventa oltremodo significativo per evitare un approccio distaccato e retorico, che produrrebbe nella comunità la percezione sbagliata di considerare la mafia un fenomeno malvagio ma lontano”.
Il Prefetto Clemente Di Nuzzo ha posto l’accento su “…come sia in luoghi come questo, che sono un presidio della cultura della legalità, i ragazzi possono maturare una coscienza civile per diventare i cittadini consapevoli di domani, perché la democrazia si nutre di legalità”.
Ai piedi della targa commemorativa dell’appuntato Franzolin, alla presenza del fratello Giuliano, è stata depositata una composizione floreale al suono del silenzio.
Dopo un ricordo drammaturgico fatto dal gruppo scout Lupetti Rovigo guidati da Laura Fasoli, c’è stato un simbolico gemellaggio telefonico in viva voce con Giovanna Raiti, sorella di Salvatore, che in quel momento a Palermo partecipava ad un’analoga celebrazione di ricordo della strage della circonvallazione.
Le autorità hanno quindi visitato l’albero che ricorda Franzolin nel giardino della Pace annesso a Villa Valente Crocco, il bene confiscato alla mafia oggi casa della cultura e della legalità.
Ugo Mariano Brasioli














