Era ed è uno dei grandi protagonisti della storia musicale italiana, il 24 luglio 2022 è venuto a mancare Vittorio De Scalzi, il mitico fondatore dei New Trolls.  

BADIA POLESINE (Rovigo) – Il 24 luglio 2022 è venuto a mancare Vittorio De Scalzi, il mitico fondatore dei New Trolls. Le agenzie riportano che Vittorio sia stato stroncato da una fibrosi polmonare un mese dopo essere guarito dal Covid.

Alzi la mano chi, con i capelli grigi, non abbia provato un brivido indesiderato di sconforto, nell’apprendere la ferale inaspettata notizia, tanto più che la sua ultima esibizione risale allo scorso 15 luglio a Sanremo con l’Orchestra Sinfonica Sanremese, dove ha riproposto il suo “Concerto grosso” all’auditorium Alfano.

Parlare di Vittorio per teenager degli anni 70 è paragonabile all’emozione di quelli attuali che affollano i concerti dei Måneskin. Basti solo ricordare che “Concerto grosso n.1” superò il milione di copie vendute. 

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Parlare con Vittorio, è stato emozionante anche per chi scrive e l’ha incontrato a margine di un concerto revival alla 36^ festa regionale della polenta. 

Quella volta mancava il compagno di strada di una vita, Nico Di Palo, ma il concerto fu entusiasmante. Il gruppo del polistrumentista e vocalist Vittorio De Scalzi mandò in visibilio i mille paganti, con quasi due ore di tiratissima performance.

In quell’occasione Vittorio si è dimostrato un gentleman nient’affatto in disarmo (stava già lavorando a Vento di terra, vento di mare, con Renanera), disponibile a snocciolare pazientemente qualche ricordo condito con sagaci considerazioni sull’attualità musicale. Tralasciando qui, qualsiasi riferimento alla sua luminosa carriera (la rete è piena di aneddoti), voglio invece ricordare come, in quella breve intervista parlammo scherzosamente di “Un settantenne al debutto”, perché l’entusiasmo che traspariva dalle sue parole erano quelle del debuttante.

All’inevitabile domanda su quale fosse il segreto per continuare dopo più di 50 anni di carriera, Vittorio aveva risposto: “Il segreto è crederci, e bisogna averlo dentro, è questo che mi dà ancora la voglia di viaggiare, di conoscere, di vivere situazioni come quelle di questa sera”.

L’altra domanda rituale fu su quale fosse stata la canzone o l’album ai quali si sentiva particolarmente legato. In questo caso la risposta era quasi scontata: “La canzone, certamente Una Miniera, perché tratta il tema dei lavoratori e della sicurezza, ancora attuale dopo 50 anni e poi il primo concept album della musica italiana: Senza orario senza bandiera, con la collaborazione di Mannerini e Fabrizio De André ”.

E sul proliferare di formazioni che si richiamano ai New Trolls? La sua risposta fu lapidaria: “Troppi personaggi dicono di essere “New Trolls”, alcuni che io neanche conosco (sorrise, ndr.), ma i veri New Trolls non torneranno più, anche perché senza Nico e il povero Giorgio D’Adamo è impossibile”. Quanto a Lui aveva detto: “Provo solo a portare avanti la Storia dei New Trolls”.

Per ultimo avevo chiesto quale sia stata l’eredità dei New Trolls e De André. Vittorio rispose che “Oggi si spacciano tutti per cantautori, ma un cantautore scrive le canzoni e se le canta, mentre adesso le produzioni sono studiate a tavolino, ma i computer aiutano a produrre musica, non la poesia …”.

Ora non ci resta che associarci mestamente al coro di chi piange la perdita di uno dei grandi protagonisti della storia musicale italiana, e rassegnarci a quanto è scritto sulla pagina Facebook dell’artista: “Vittorio De Scalzi ci ha lasciato, ha raggiunto la sua Aldebaran”.

Ugo Mariano Brasioli

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