BADIA POLESINE (Rovigo) – Il convegno che è stato organizzato l’8 maggio nel meraviglioso Teatro Sociale “Eugenio Balzan”, per dissertare sul cenacolo di Girolamo Bonsignori, suggella la pace fra i Comuni di Badia e di San Benedetto Po, dopo le controversie giudiziarie degli anni ottanta. L’incontro co-patrocinato da diverse Istituzioni e Associazioni è stato definito “Un atto di grande valore culturale, di sensibilità e lungimiranza”.
Ai convenevoli istituzionali dei due Sindaci Giovanni Rossi e Roberto Lasagna accompagnati dai rispettivi assessori alla cultura Valeria Targa e Vanessa Morandi, è seguita l’introduzione ai lavori della presidente di Biblioteca Bronziero Annalisa Marini.
Si sono quindi alternati gli interventi di Alberto Ferrari, di Paolo Bertelli storico dell’arte che ha parlato della tela e del Polirone, Federica Guidetti Conservatrice del museo civico Polironiano sui simboli significati sottesi della tela e di Paola Artoni che si è soffermata sulla tecnica esecutiva del lungo restauro.
Delle tormentate vicende dalla tela, dei i nobili D’Espagnac e De Rostolan, della vendita a Silvano Bonetto, dell’incendio e del recupero dell’imponente dipinto (234 x 772 cm), fino alla controversia legale ha parlato il vicepresidente del Sodalizio Vangadiciense. Paolo Aguzzoni, che all’epoca seguì la vicenda come assessore alla cultura e come giornalista, ha mostrato alcune impressionanti immagini del terribile incendio dell’8 maggio 1981, nel refettorio trasformato in deposito di mobili. Arrivò anche il dott. Antonio Paolucci, all’epoca sovrintendente per i Beni Artistici e Storici di Mantova, Veronae Rovigo, per verificarne le condizioni. “Come si sia salvata non lo so”, ha sottolineato Aguzzoni. L’opera, dopo un accurato recupero svolto dalla Soprintendenza veronese, fu esposta nel maggio 1984 all’Accademia dei Concordi di Rovigo.
Il 29 aprile 1985 finalmente la Giunta di Badia deliberò l’acquisto dell’abbazia della Vangadizza e del Cenacolo. Il 13 maggio la tela tornò a Badia e sistemata nel Museo Civico “Baruffaldi”. Nel frattempo però era nato un contenzioso con il Comune di San Benedetto Po, che rivendicava la prelazione sull’acquisto della tela. Iniziò una causa giudiziaria che si protrasse fino al giugno 1989, quando il Tribunale di Mantova stabilì che la proprietà dell’opera spettava a Badia Polesine.Certamente se l’Amministrazione mantovana avesse accolto la conciliazione tentata dal Giudice prima dell’ordinanza, i due Comuni non si sarebbero lasciati con l’amaro in bocca con strascichi mal sopiti. Solo nel 2018 il dialogo è ripreso e, dopo un anno di trattative e incontri, si è giunti all’accordo per il prestito del dipinto a San Benedetto Po, giusto per il periodo del restauro dell’ex Monte pegni dov’era custodito.
In quella causa ebbe un ruolo importante l’avvocato Canzio Bonazzi (presente in platea), che ora sta ricostruendo tutto il fascicolo per consegnarlo in copia al convegno che sarà svolto il 25 giugno nel Comune mantovano.
Silvia Altafini, redattrice della tesi di laurea sul Bonsignori ha chiuso gli interventi, prima dello scambio dei doni fra le delegazioni. Fiori alle signore e per tutti gli ospiti una preziosa copia del catalogo della collezione Balzan, edita dalla svizzera Corner.
Ugo Mariano Brasioli


















