ROVIGO – “Passeggiare per il centro storico di Rovigo offre un’immagine impietosa: serrande abbassate, vetrine vuote, sempre meno vita e sicurezza. È tempo di agire, non di limitarsi ai buoni propositi.”
Così Antonio Rossini, consigliere comunale e capogruppo della lista civica Noi per Rovigo, che ha presentato una interpellanza per chiedere al sindaco e alla giunta misure concrete di rilancio economico e urbano del centro cittadino.
Rossini parte dai numeri forniti dalla Camera di Commercio di Venezia e Rovigo: nel solo 2024, nel capoluogo, si sono registrate 395 cessazioni di imprese a fronte di 310 nuove iscrizioni. In cinque anni, dal 2019 al 2024, Rovigo ha perso oltre 100 attività commerciali, di cui 68 solo nel centro storico.
“Una flessione del 15% in centro e dell’11% nel resto del territorio comunale – spiega Rossini – che conferma un declino ormai strutturale.”
Il capogruppo di Noi per Rovigo denuncia la mancanza di un progetto di rilancio organico e propone la creazione di un tavolo permanente di lavoro tra assessorati, uffici tecnici, commercio, urbanistica e categorie economiche, per programmare interventi coordinati.
“La città delle rose – afferma – sta diventando una città che emargina gli anziani e priva i cittadini di negozi di prossimità. La rigenerazione urbana è rimasta solo uno slogan: servono scelte concrete.”
Rossini presenta tre proposte operative:
- Progetto “Affittami”, sul modello di Ferrara, con contributi comunali per chi apre nuove attività o allestisce vetrine espositive nei locali sfitti.
“Il Comune – spiega – potrebbe coprire parte del canone d’affitto per un anno, sostenendo micro e piccole imprese e valorizzando gli spazi inutilizzati.” - Sviluppo dei Distretti del Commercio, per creare reti tra imprese, cittadini e istituzioni.
“Serve una sinergia territoriale che renda il commercio un fattore di coesione sociale e rigenerazione urbana. Anche strumenti fiscali come canoni concordati e cedolare secca per i locali commerciali potrebbero aiutare a rilanciare le botteghe.” - Temporary store e vetrine accese: spazi espositivi temporanei e collaborazioni con i proprietari dei negozi sfitti.
“Con il supporto delle associazioni di categoria – propone Rossini – si potrebbero allestire vetrine vive e curate, esporre prodotti locali e persino ospitare eventi culturali, per restituire luce e decoro alle vie del centro.”
“Rovigo – conclude Rossini – non può continuare a guardare il proprio declino senza reagire. Bisogna abbandonare le ideologie, collaborare come comunità e investire sul cuore della città. Il commercio di vicinato non è nostalgia: è vita, sicurezza e dignità per il nostro centro storico.”
Per approfondire leggi anche:
Rizzato: dal consiglio comunale parcheggi gratis il sabato a Rovigo
Da dove viene tanto risentimento contro Valeria Cittadin?
Rovigo, Rossini: “Serve un luogo per ricordare le vittime delle Foibe. La città non resti un passo indietro”
Il sindaco Gaffeo “sgonfia” lo spauracchio di nuovi supermercati a Rovigo









