Il primo vero insegnamento, che queste settimane di campagna elettorale mi hanno trasmesso, è racchiuso in una parola: valorizzare.
Valorizzare quanto la nostra città offre sul piano culturale, storico, architettonico. Valorizzare le nostre frazioni ed il loro territorio. I parchi e i corsi d’acqua. I nostri commercianti ed artigiani che offrono servizi e qualità. L’interporto e le aziende di servizi.
Valorizzare l’incredibile rete di persone che nel sociale, nel volontariato e nell’associazionismo mettono a disposizione il proprio tempo e le proprie risorse per i più giovani, gli anziani, i più fragili, lo sport.
Valorizzare le nostre piazze con eventi e manifestazioni. Valorizzare i luoghi abbandonati ed i tanti vuoti urbani.
Ma, soprattutto, valorizzare i rapporti umani, il dialogo, la condivisione. Il senso di comunità. I cittadini non chiedono molto di più che un contatto, la vicinanza delle istituzioni, la presenza del proprio Sindaco. La disponibilità ad ascoltare i loro problemi e, perlomeno, a cercare una soluzione.
È questo il valore unico e che non si apprende, se non ce l’hai dentro di te: la capacità di creare sintonia con i tuoi concittadini, la capacità di rendere tutti parte di una squadra, tutti, indistintamente.
“Squadra” è il secondo termine che mi sta a cuore. Senza una squadra il capitano, da solo, non vince le partite; senza una squadra di persone autentiche ed entusiaste non si trasmettono valori ed emozioni; senza una squadra non si affrontano e non si risolvono i problemi.
Sul concetto di squadra ho chiare tre cose:
1. per realizzare i progetti concreti che abbiamo presentato in questo periodo serve un gruppo libero, coeso e preparato. La nostra squadra è in primis la città. Chiameremo a rappresentarla le migliori energie e competenze, indipendentemente da appartenenze;
2. il personale tecnico ed amministrativo del Comune non è stato valorizzato come meriterebbe e com’è necessario fare. Per raggiungere gli obiettivi la squadra deve essere coinvolta e messa nelle condizioni di rendere al meglio;
3. vogliamo riportare a casa tutte quelle figure (tecnici, professionisti, artisti) che stanno contribuendo al successo di altre realtà, istituzioni e territorio. È ora che Rovigo riabbracci queste sue eccellenze e riparta proprio da quelle esperienze.
Questa è la nostra visione di città e di amministrazione. Questo è quello che mettiamo a disposizione dei nostri concittadini e del futuro di Rovigo.
Chiediamo il voto ai Rodigini perché pensiamo che la città e la comunità abbiano bisogno di persone libere di agire per il bene di entrambe, senza dovere sottostare ai diktat e agli interessi della politica, spesso distanti da quelli della gente comune.
I dati parlano chiaro: delle ultime tre legislature a Rovigo, tutte politiche, tutte con giunte ‘politiche’, nessuna, a prescindere dal ‘colore’ ha resistito sino al termine del mandato e nessuna ha lasciato nulla di memorabile, né ha risolto quelli che sono i problemi reali della città e delle frazioni. Non dimentichiamole, le frazioni, perché le hanno già dimenticate tutti gli altri e i nostri paesi, invece, non lo meritano, perché le potenzialità ci sono.
Federico Frigato

















