Nella classifica delle Smart cities il capoluogo polesano è quintultimo. Le considerazione dell'ex assessore all'Ambiente dell'amministrazione Gaffeo Dina Merlo, consigliere comunale per il Forum dei Cittadini
⭐ Aggiungi Rovigo.News alle tue fonti preferite su Google News e ricevi ogni giorno le notizie del Polesine.

ROVIGO – Sono stati pubblicati in questi giorni i risultati di una indagine sul livello di innovazione urbana che considera i criteri di sostenibilità, digitalizzazione e inclusione sociale. Nel confronto tra i dati dell’indice delle Smart Cities si è passati dai dati del 2022 a quelli del 2025. Quello che emerge è che molte città anche medie e piccole, anche del sud, hanno migliorato consistentemente i loro livelli di avanzamento nello sviluppo. Rovigo ha perso in questi tre anni ben 25 posizioni, passando dall’80 esimo posto del 2022 al 105 esimo di oggi, su un totale di 109 città in Italia, quintultimo posto.

“Evidentemente il percorso intrapreso con l’amministrazione dell’ex sindaco Edoardo Gaffeo di rinnovamento e di riorganizzazione dei servizi digitali, di investimenti nel settore sociale e nella tutela dell’ambiente, è stato in questi ultimi tempi bruscamente interrotto e già se ne intravvedono gli effetti” afferma la consigliera comunale Dina Merlo per il Forum dei Cittadini.

Il livello di “smartness”, o di innovazione urbana delle città, è stato misurato attraverso 323 indicatori che riguardano la transizione digitale, con l’adozione di tecnologie avanzate nei servizi pubblici, politiche e investimenti mirati in infrastrutture digitali, servizi online e tecnologie per migliorare l’offerta di dati e informazioni per cittadini e imprese. In termini di Transizione ecologica si è misurato l’impegno delle città italiane sulla riduzione dell’impatto ambientale attraverso l’adozione di energie rinnovabili, la promozione della mobilità sostenibile e la tutela del verde urbano, anche grazie a colonnine elettriche, piste ciclabili, bike-sharing. Infine l’inclusione sociale si è misurata attraverso l’equità e la coesione, considerando l’accessibilità ai servizi fondamentali, la riduzione delle disuguaglianze e il coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni collettive.

“Che dire? In quest’ultimo anno si è interrotta l’attività della commissione Pari Opportunità, si è “sospeso” il servizio dello sportello di supporto ai cittadini nelle pratiche sociali, interrotte le attività a favore degli studenti per contrastare la povertà educativa. Questa amministrazione non si è certamente distinta per avere condiviso le scelte importanti con i cittadini, il caso di Sarzano insegna.

Il disegno complessivo intrapreso dall’assessore Cattozzo di adeguamento dei servizi on line all’interno del Comune e a favore dei cittadini, la promozione delle palestre digitali nelle frazioni e delle attività dell’urban digital center non hanno trovato continuità e implementazione.

Anche in termini di transizione ecologica e tutela dell’ambiente si sono riscontrati passi indietro e cambiamenti nelle priorità dell’amministrazione di Rovigo.

In riferimento alla tutela del verde urbano abbiamo avuto in questi mesi molte segnalazioni e proteste dei cittadini per abbattimenti e potature indiscriminate, ultimo in ordine di tempo è stato l’appello della Lipu (LEGGI ARTICOLO) ad un maggiore rispetto degli ambienti verdi in città, che rappresentano gli habitat necessari alla sopravvivenza e riproduzione di molti uccelli che trovano rifugio anche in ambienti urbani e diventano essenziali al mantenimento dell’avifauna e della biodiversità urbana” aggiunge l’ex assessore Merlo.

Proprio Merlo nell’ultimo consiglio comunale ha chiesto nuovamente le motivazioni e i riscontri dei tecnici preposti in merito agli abbattimenti di alberi di altofusto in via della Resistenza, non avendo ricevuto finora dagli uffici comunali i riscontri motivati che hanno portato alla scelta di abbattere 3 alberi in un giardino scolastico. Merlo ha invitato l’amministrazione ad esprimersi sulle politiche di gestione del Verde urbano, che se adeguatamente condotte rappresentano uno strumento per migliorare la qualità dell’aria, ridurre e attenuare le isole di calore, oltre ad avere riflessi positivi sul benessere dei cittadini.

“La fotografia impietosa che ci vede nelle ultime posizioni a livello nazionale sull’innovazione urbana deve fare scattare in tutti noi un campanello d’allarme e una presa di responsabilità sullo sviluppo futuro di questa città” conclude Dina Merlo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime notizie

Ultime notizie