Alla Trattoria Rossi gli autori Alberto Guerrini ed Andrea Nalio con molti protagonisti del passato di derby leggendari e clamorosi passaggi al di là dell’Adige
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GRANZE di ARQUA’ POLESINE (Rovigo) – Le partite ufficiali disputate al 18 maggio 2025 sono 197 (183 in campionato), Adige Cup messe in palio 41, introdotta da un’intuizione di Lello Salvan ex dirigente, allenatore e giocatore dei Bersaglieri (26 vinta dal Rovigo, 16 dal Petrarca).

Le vittorie del Rovigo sono 92 (87 in campionato), il Petrarca 83 (76 in campionato), 21 pareggi (20 in campionato).

In totale parità i punti segnati e subiti dalle due squadre: 2802 (Rovigo 2559 in campionato, Petrarca 2540).


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Sono in numeri che segnano la storia del rugby italiano e del derby d’Italia tra Rovigo e Petrarca, e non ci poteva essere migliore sede per parlarne a Granze di Arquà Polesine, nel covo dei rugbisti, nella Trattoria Rossi di Andrea ‘Pepe’ Scanavacca, ex rossoblù ed azzurro. Nella sede della conviviale fuori porta del Panathlon club Rovigo della presidente Pia Poliero, e dei vicepresidenti Federico Cogo ed Elisa Madrigrano, il libro “La Partita” scritto da Alberto Guerrini e Andrea Nalio, è stato il filo conduttore della giornata di sabato 7 giugno. Un libro che ha una doppia prefazione di Lello Salvan e Fulvio Lorigiola, due ex che i derby li hanno vissuti sulla loro pelle.

Alberto Guerrini è nato a Rovigo, dove insegna presso l’Istituto tecnico Edmondo De Amicis. È stato corrispondente per ‘Il Resto del Carlino’, ‘La Gazzetta dello Sport’ e varie testate televisive locali. Fondatore dell’associazione MondOvale Centro Studi e Documentazione di Rovigo, ha realizzato mostre, documentari e ricerche sul rugby rodigino, veneto e nazionale. Nel 2022 ha pubblicato con Piazza Editore Li chiamarono Bersaglieri. Con questo libro il docente ha praticamente riscritto la storia del rugby a Rovigo, con una poderosa ricerca storica. 

Andrea Nalio è innanzitutto un rugbista, anche se non gioca più. Nato a Rovigo, è passato dal campo alla tribuna, dall’ovale alla penna, e per oltre dieci anni ha scritto per ‘Il Resto del Carlino’ di Rovigo e per il blog rugbymercato.it. È tornato in campo nel 2015, passando dall’altra parte e iniziando a educare al rugby in Italia e poi a Londra. Ha pubblicato Pepenadores. Insieme ai cacciatori di rifiuti (Gieffe, 2014) e Quindici. Le storie dei campioni che hanno dipinto il rugby italiano (Ultra, 2023).

Per parlare del derby il Panathlon ha coinvolto atleti pluriscudettati che hanno fatto la storia non solo rossoblù, ma anche tutta nera: Lello Salvan (segretario del Panathlon), Arturo Bergamasco, Guglielmo Brevigliero, Graziano Ravanelli e Massimo Bimbati. Il tema era “La Partita” vissuta anche da prospettive diverse, con atleti che nel corso della loro carriera hanno indossato la maglia del Rovigo e del Petrarca. Erano i tempi in cui un lavoro era la massima ambizione per un rugbista, gli aneddoti nel corso della conviviale si sono sprecati. 

Arturo Bergamasco (padre degli ex azzurri Mirco e Mauro) e Guglielmo Brevigliero hanno raccontato l’approccio del grande presidente del Petrarca dell’epoca Memo Geremia, voleva conoscere le famiglie dei giocatori prima di ingaggiarli, non lasciava nulla al caso. “Quello che prometteva manteneva” ha sottolineato Brevigliero “ad aprile del 71’ mi era nato un bimbo, avevo bisogno di lavorare, il Rovigo non aveva nulla da offrire. Finito il militare sono andato al Petrarca. A Padova contava solo la partita con il Rovigo, me ne sono reso conto dopo”. “Una partita che ha dei valori inspiegabili a parole – ha evidenziato Arturo Bergamasco – l’ho vissuta come dovessi sempre dimostrare qualcosa. Ma il clima che c’è a Rovigo è impareggiabile, e continua a mantenerlo”.

La società del Rovigo all’epoca non voleva far partire Arturo Bergamasco per Padova, una grande opportunità professionale con una possibilità lavorativa, i suoi compagni di squadra, comprendendo il momento, hanno scritto ai vertici del club chiedendo il nulla osta per il suo passaggio al Petrarca.

“All’epoca si andava in campo con scopi diversi – ammette Graziano Ravanelli, due scudetti con il Rovigo prima di passare al di là dell’Adige – adesso il rugby si è professionalizzato. Due esperienze da non dimenticare”. 

“Abbiamo cercato di raccontare gli episodi che hanno caratterizzato i derby tra Rovigo e Petrarca, attraverso i racconti dei protagonisti – ha sottolineato Andrea Nalio – come l’unico 0-0 in un campo che era un acquitrino, come l’esperienza a Padova di Battaglini. Provate a pensare se Francesco Totti avesse terminato la sua carriera alla Lazio, o Paolo Maldini all’Inter. Eppure tra Rovigo e Padova questo è successo. Abbiamo deciso di raccontarlo per episodi, per chi li ha vissuti. Speriamo di averlo fatto con dignità e rispetto che questa sfida merita”.

“Abbiamo voluto raccontare l’enorme contenuto tecnico di questa partita – ha sottolineato Alberto Guerrini – che in certi casi è servito a cambiare le sorti del rugby in Italia, sono state stravolte delle gerarchie, li abbiamo chiamati terremoti. Ci sono stati grandi giocatori, che hanno permesso al rugby italiano di alzare il tasso tecnico”.

Lello Salvan ha ricordato la curiosa storia di Bimbati, “E’ finito al Petrarca, giocava in Serie C nel Frassinelle, aveva già fatto un paio di partite a Rovigo perchè lo avevo segnalato, ma alla fine non lo hanno preso. La Nazionale Italiana era in ritiro a Rovigo, prima di partire per l’Argentina, coach Loreto Cucchiarelli mi chiese 5-6 giocatori per un partitella di allenamento con una squadra in opposizione, perchè il Rovigo non gli voleva dare nessuno. All’epoca ero a Frassinelle, mando Bimbati, poi Loreto mi chiama e mi dice che lo porta in Argentina. Era il 1989, per l’inaugurazione del campo di Frassinelle ho organizzato una partita con tutti gli ex cresciuti nel club, Brunello, Scanavacca, Ravanelli, Baratella, avversario il Petrarca, che poi si è preso Massimo Bimbati. Dalla serie C alla Nazionale, e al Petrarca, in un colpo solo”.

Durante la conviviale apprezzati interventi anche dell’ex dirigente dei Bersaglieri Vittorio Cogo, che ha spiegato il passaggio di Bergamasco dal Rovigo al Petrarca, con una contropartita lavorativa per un atleta rossoblù imposta a Memo Geremia per la concessione del nulla osta, e di Edoardo Lubian che ha tenuto a sottolineare che “ho sempre e solo indossato la maglia rossoblù. Sono cresciuto nelle giovanili del Rovigo, e ci insegnavano che quelli da placcare erano quelli vestiti di nero”.

Dopo Edo Lubian con 41 derby disputati, è leader assoluto in questa speciale classifica nella sponda rossoblù, Marco Barion con 40, Matteo Ferro 38, Alberto Chillon ha raggiunto Stefano Bordon e Romano Bettarello a quota 28 presenze. Andrea Trotta con 31 presenze ha raggiunto Andrea Zuliani al 5° posto dopo Corrado Covi (43), Paolo Vigolo (39), Roberto Saetti (38), Mauro Gardin (33). Luca Nostran ha raggiunto a quota 24 derby giocati Fulvio Lorigiola e Giuseppe Artuso. Passato e presente di una storia che dura da quasi 200 match dal 1948, “La Partita”.

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