ROVIGO – Il Rovigo Pride del prossimo 20 giugno si prepara a diventare uno degli appuntamenti più significativi per la città polesana. Un evento costruito da decine di associazioni e realtà del territorio che, attraverso una nota congiunta, hanno voluto rispondere alle recenti dichiarazioni della sindaca Valeria Cittadin, considerate dal comitato “prive di confronto e basate su pregiudizi”.
Secondo gli organizzatori, il Pride rappresenta una manifestazione pacifica, democratica e riconosciuta a livello internazionale, nata per affermare diritti, visibilità e dignità delle persone LGBTQIA+. “Non è una provocazione – spiegano – ma un momento di partecipazione civile che appartiene ormai alla storia democratica del Paese”. (LEGGI LA PRESA DI POSIZIONE DI EUROPA VERDE RETI CIVICHE ROVIGO)
Il comitato sottolinea inoltre come il Veneto ospiterà quest’anno almeno otto Pride e come anche Rovigo voglia inserirsi in questo percorso di inclusione e sensibilizzazione. “Porteremo ciò che il Pride porta ovunque: comunità, partecipazione e diritti. Daremo voce a chi vive questa città ogni giorno e desidera farlo senza discriminazioni e senza paura”.
A sostenere l’iniziativa sono numerose associazioni del territorio, tra cui Politropia Arcigay Rovigo, Famiglie Arcobaleno, CGIL Rovigo, Amnesty Rovigo, Emergency, Libera, Legambiente, FIAB, Agedo e molte altre realtà sociali e culturali.
Nel comunicato viene contestata in particolare la definizione del Pride come evento “esibizionista” o “divisivo”. Per il comitato, proprio l’ampia rete di soggetti coinvolti dimostrerebbe il contrario: “Il Pride è politica nel senso più alto del termine, non partitica, ma legata ai diritti, alla libertà e all’uguaglianza”.
Le associazioni replicano anche alle affermazioni della sindaca secondo cui i pregiudizi contro le persone LGBTQIA+ “non sarebbero più nella mente di nessuno”. Una lettura che il comitato considera distante dalla realtà. “I dati raccolti da Arcigay sull’omolesbobitransfobia – si legge nella nota – raccontano ancora episodi di discriminazione, violenza e disagio, soprattutto tra i più giovani. È il silenzio a essere divisivo, non chi denuncia questi fenomeni”.
Particolarmente criticate anche le parole pronunciate dalla sindaca durante il consiglio comunale del 15 maggio, quando il Pride è stato definito una manifestazione “tribale” che “riporta nella giungla”. Gli organizzatori evidenziano come tali giudizi siano stati espressi senza alcun confronto preventivo sul programma dell’evento.
Altro nodo centrale della vicenda riguarda la possibile ricollocazione della manifestazione. Il comitato difende con forza la scelta di piazza Matteotti, ritenuta il cuore simbolico della città. “Spostare il Pride altrove – sostengono – significherebbe comunicare a una parte della cittadinanza che il proprio posto non è al centro della vita pubblica. Ed è proprio contro questo tipo di esclusione che il Pride esiste”.
Il Rovigo Pride conferma quindi la richiesta di utilizzare piazza Matteotti, assicurando il rispetto delle norme e delle procedure previste per l’uso degli spazi pubblici.
Infine, il comitato lancia un appello all’amministrazione comunale affinché venga garantito il regolare svolgimento della manifestazione. “Chiediamo alla sindaca di riconsiderare la sua posizione e al Comune di assicurare, come dovere istituzionale, che una manifestazione pacifica e legittima possa svolgersi in condizioni adeguate”.














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Non molli sindaca…rimanga nelle sue posizioni..è stata votata anche per questo!!chi vuol manifestare,vada nelle citta’ come mlilano,bologna,torino…li li accontentano!!
Non molli sindaca…rimanga nelle sue posizioni..è stata votata anche per questo!!chi vuol manifestare,vada nelle citta’ come mlilano,bologna,torino..