Rovigo, i fatti in questione risalgono a 5 anni fa, ma secondo la Procura Federale per i non più tesserati la prescrizione non c’è

ROVIGO – Secondo noi c’è un’anomalia nel sistema. Bisognerà attendere il prossimo 21 dicembre, presso la Corte d’Appello Federale, per avere una risposta. A processo ci sono tre adulti, un ex allenatore, e due ex dirigenti accompagnatori di una nota società rugbistica polesana, i fatti in questione risalgono a 5 anni fa, ma secondo la Procura Federale per i non più tesserati la prescrizione non c’è. Il tecnico non risulta tesserato nella stagione 2022-2023, gli altri due dalla stagione 2018-2019 e 2020-2021. Tutti sono accusati di omesso controllo, mentre la prescrizione è maturata per tutti gli altri attori della vicenda, perchè ancora tesserati (il diritto si sanzionare si prescrive entro la quarta stagione successiva alla contestazione).

Non vogliamo entrare nel merito della vicenda, lo ha già fatto la Procura della Repubblica di Rovigo. I fatti sono noti. La squadra di rugby giovanile stava tornando il 7 ottobre 2018 dalla trasferta, per due scatta la cosiddetta “matricola”. Una sorta di iniziazione per l’esordio dei giocatori che avanzano di categoria. Usanza che è sempre esistita nel mondo del rugby. Il primo viene fatto camminare sul pullman con i pantaloni calati, il secondo si rifiuta, allora la squadra predispone il quiz.

Domande a cui il minore non è riuscito a rispondere, rimediando degli schiaffoni come fosse un pulsante. Allenatori e dirigenti, come al solito nelle trasferte in pullman, erano seduti davanti e non si sarebbero accorti di nulla, il fatto in questione è avvenuto negli ultimi posti.

Una volta arrivato a casa, la madre del minore si accorge dei lividi e presenta denuncia. Nell’inchiesta ci finiscono alcuni compagni di squadra, alcuni all’epoca dei fatti erano maggiorenni). L’accusa era di lesioni volontarie, indagati anche allenatori, dirigenti e accompagnatori per non aver impedito l’accaduto. La vicenda giudiziaria si chiude prima di arrivare a processo. In due sono usciti ben prima, in quanto non erano materialmente presenti alla trasferta, gli altri hanno raggiunto un accordo stragiudiziale (indennizzo alla parte lesa), e il 7 ottobre ottobre 2020 è intervenuta la remissione della querela. Per la Giustizia ordinaria Italiana la vicenda è chiusa, per quella Federale bisognerà attendere.

Il fatto curioso è che alcuni protagonisti della vicenda, ancora tesserati, hanno beneficiato della prescrizione come previsto, mentre, coloro che sono usciti dal mondo del rugby, sono chiamati in causa.

Eppure il Tribunale Federale il 23 novembre scorso aveva dichiarato l’”improcedibilità”. Una questione di giorni, i deferimento avvenuto il 4 ottobre 2023 è stato giudicato “fuori termine”. La Procura Federale però ha fatto ricorso impugnando il provvedimento. Appuntamento il 21 dicembre prossimo alla Corte d’Appello a Roma.

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