Il patron dei Bersaglieri: “un risultato che ho desiderato tanto, già un anno fa a Padova. Lo meritiamo, perché il Rugby Veneto è questo”
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PARMA – 31 maggio 2025, ancora una giornata storica per gestione Francesco Zambelli (nella foto in alto con Mirko Belloni Mvp della Serie A Elite). Quarto Scudetto da presidente, il 15esimo dei Bersaglieri in 90 anni di storia, di più non si poteva chiedergli dopo la vittoria anche della Coppa Italia (la seconda della sua gestione).

La vittoria sul Viadana in rimonta (27-21), la gioia incontenibile e la voglia di festeggiare con la squadra come un ragazzino.

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“Già prima della fine del primo tempo temevo fosse persa. Ma alla fine del primo tempo – ammette il patron Zambelli – quel calcio che ci ha portato 10 a 21, un risultato non così impossibile. E infatti è stato poi un secondo tempo in crescendo, ci hanno annullato una meta e quello l’ho visto come un fattore negativo, e invece i nostri subito dopo a fare meta, quindi niente da dire, non abbiamo rubato niente. Mi dispiace per il Viadana, perché è da un po’ di anni che ci sta dando dentro, e vince la regular season però noi non abbiamo rubato niente e abbiamo lottato. Dovevamo farci perdonare due o tre sberle ma le abbiamo pareggiate: abbiamo pareggiato con loro, con il Petrarca, siamo apposto”.

In tribuna centrale con il presidente Federale Andrea Duodo e tutto il consiglio Fir, anche l’assessore regionale allo sport Cristiano Corazzari e il vicesindaco di Rovigo, Andrea Bimbatti.

“Una stagione incredibile – continua Zambelli – abbiamo vinto la Coppa Italia ed ora anche lo scudetto, devo fare i complimenti a questo punto a Giazzon e a tutto lo staff. Giazzon non è uno che si mette in evidenza, stasera alle quattro ho sentito il discorso che ha fatto ai giocatori, prima della partita devo dire molto saggio, un bravo motivatore”. 

Cosa gli ha detto? “Ha fatto ai ragazzi molte raccomandazioni, ma lo ha fatto in modo incisivo, da allenatore che sa dove andare a toccare”.

Adesso il Rovigo ha raggiunto il Petrarca e il Benetton a quota 15 scudetti: “un risultato che ho desiderato tanto, già un anno fa a Padova. Lo meritiamo, perché il Rugby Veneto è questo ed è ingiusto che sia smontato o frazionato con i bravi e glia asini, e non è giusto. Questo è il rugby, prima di demolire. Poi siamo impegnati a ristrutturare lo Stadio, mica una roba da ridere. 

Ora si pensa alla festa, un regalo che i ragazzi si meritano, che vincessimo o che perdessimo l’abbiamo fissata per il 4 giugno, sia in caso di vittoria che di sconfitta. Il Polesine ha dimostrato che c’è un gruppo di Rugby che merita di fare un percorso importante e riconosciuto a livello rugbistico. Sono convinto che questo continuerà anche dopo di me”. Il più tardi possibile speriamo.

Il vicesindaco di Rovigo ed assessore allo Sport Andrea Bimbatti (foto qui sopra con Francesco e Carolina Zambelli) reagisce così alla vittoria della Rugby Rovigo:”Una bellissima vittoria di un Rovigo che ci ha messo  anima e cuore. La doppia meta che ci aveva spaventati un po’ tutti nel primo tempo, ma il pubblico ha spinto sino alla fine i ragazzi. Una finale al cardiopalma come sempre quando gioca il Rovigo. Il Comune sistemerà lo stadio di sicuro, e adesso ci metteremo altre risorse, abbiamo il mondiale under 20 da ospitare, quindi dobbiamo fare bella figura, arrivare con lo scudetto cucito sulla maglia è tanta roba. Il presidente Zambelli gli obiettivi li centra, noi siamo al suo fianco e ci saremo fino alla fine”.

Raggiante Polla Roux (foto qui sopra), il ds della Rugby Rovigo ha sempre creduto nel successo finale ”Ho sempre creduto che questa squadra potesse vincere. E’ ovvio che se ti trovi davanti una squadra come Viadana, che ci ha battuto due volte questa Stagione è difficile, ma quello che ha contato oggi è una rosa ampia, il Sudafrica ci ha dimostrato che non sono solo in 15 che vanno in campo ma in 23, con ragazzi che sanno entrare e fare la differenza. Nel secondo tempo era tutto programmato dallo staff. Abbiamo sbagliato tante cose nel primo tempo e abbiamo preso alivello disciplinare troppi cartellini e quello ci è costato. Giazzon è entrato in spogliatoio e ha detto basta, dobbiamo tenere la palla mano e questa è stata la chiave di questa partita. Anche Casado Sandri ha fatto la differenza”.

Giorgio Achilli

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