All’incontro in Gran Guardia i candidati AVS Merlo e Curina: “Il sistema va ricostruito dopo Zaia, troppe carenze e nessuna visione”

ROVIGO – Medici di base dimezzati, liste d’attesa interminabili, pronto soccorso intasati e consultori quasi scomparsi. È il ritratto impietoso del sistema sanitario veneto, e in particolare polesano, emerso dall’incontro “Ricostruire la sanità pubblica: le sfide del dopo Zaia”, organizzato in Gran Guardia dai candidati civici di Alleanza Verdi e Sinistra Dina Merlo e Claudio Curina.

I dati dell’Ires Veneto, illustrati durante la serata, delineano un quadro di forte fragilità del territorio: nel Polesine il rapporto tra popolazione anziana e giovane (273 contro 203 del Veneto) indica un invecchiamento accelerato, con maggiore incidenza di morti evitabili e di disturbi mentali rispetto alla media regionale.

Mancano medici e infermieri, cresce la spesa dei cittadini

Secondo Ires, ogni medico di base polesano ha in carico 1.641 pazienti, contro i 1.555 della media veneta. In alcuni casi si arriva a oltre 2.000. Dal 2020 l’Ulss 5 Polesana ha perso 43 medici di medicina generale, con 37 zone carenti e 123 incarichi vacanti.

“Quasi metà della popolazione non ha un medico di riferimento”, ha spiegato Dina Merlo. “Questo comporta un aumento di accessi impropri ai pronto soccorso, soprattutto con codice bianco, quindi a pagamento. È inaccettabile che curarsi diventi un costo aggiuntivo per chi già fatica”.

Alla carenza dei medici si aggiunge quella degli infermieri, denunciata dal presidente dell’Ordine Denis Piombo, mentre il sistema dell’assistenza domiciliare resta tra i peggiori d’Italia: “Ogni anziano assistito riceve in media appena sei ore complessive di cure all’anno”, si legge nel report.

Strutture intermedie e consultori: il vuoto dell’assistenza

Nel territorio dell’Ulss 5 mancano 52 posti letto nelle strutture intermedie previste dal piano regionale, mentre l’assistenza domiciliare integrata è ai livelli più bassi del Paese.
Il quadro sociale è altrettanto fragile: consultori familiari dimezzati (uno ogni 44 mila abitanti, il doppio rispetto al “gold standard”), centri diurni per anziani quasi assenti e spesa regionale per la salute mentale tra le più basse d’Italia, al livello delle regioni meridionali.

Curina: “Serve un piano di assunzioni e una sanità pubblica vera”

“Il Polesine – ha dichiarato Claudio Curina – è stato penalizzato da una programmazione sbagliata. Servono assunzioni, il mantenimento dei presidi come il pronto soccorso di Trecenta, la riforma delle Ipab e una gestione pubblica degli ambiti territoriali sociali”.

L’ex sindaco di Rovigo Edoardo Gaffeo, intervenuto all’incontro, ha ricordato che “il sistema non ha saputo riorganizzarsi dopo il Covid, superato solo grazie al sacrificio del personale sanitario”.

Zanella: “La salute non è un business”

A chiudere l’incontro è stata la capogruppo alla Camera di Europa Verde Luana Zanella: “La crisi della sanità pubblica veneta si inserisce in un quadro nazionale di riduzione delle risorse e privatizzazione dei servizi. Serve un cambio radicale di rotta: la salute è un diritto, non un interesse finanziario”.

Dina Merlo e Claudio Curina hanno ribadito l’impegno di AVS a portare in Consiglio Regionale una nuova visione del welfare territoriale: “La ricostruzione della sanità pubblica deve partire dal basso, dai cittadini e dai territori dimenticati”.

SANITÀ POLESANA: I NUMERI DELL’EMERGENZA

(Fonte: IRES Veneto, elaborazione AVS – Incontro “Ricostruire la sanità pubblica”, Rovigo, 9 novembre 2025)

IndicatorePolesine (Ulss 5)Media VenetoOsservazioni
Medici di base per abitante1 ogni 1.6411 ogni 1.555Oltre 37 zone carenti e 123 incarichi vacanti
Popolazione senza medico50%Molti cittadini costretti al Pronto soccorso anche per codici bianchi
Accessi impropri al Pronto soccorsoIn aumentoCrescono i codici bianchi, spesso a pagamento
Posti letto in strutture intermedie52 in meno del previstoOspedali di comunità e assistenza domiciliare insufficienti
Assistenza domiciliare agli anziani6 ore l’anno di cure medie24 ore l’annoDato tra i più bassi d’Italia
Consultori familiari1 ogni 44.000 abitanti1 ogni 20.000Servizio in forte contrazione
Indice di vecchiaia (anziani/giovani)273203Popolazione molto più anziana della media regionale
Spesa per salute mentaleTra le più basse d’ItaliaLivelli paragonabili al Sud

Le criticità principali

  • Crollo del numero di medici e infermieri;
  • Pronto soccorso sovraccarichi e costosi;
  • Assistenza territoriale quasi inesistente;
  • Servizi sociali in affanno (consultori, centri di salute mentale);
  • Popolazione sempre più anziana e fragile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime notizie

Ultime notizie