63 persone hanno partecipato; sono state identificate 4 fibrillazioni atriali, inclusa una fibrillazione in un soggetto di 30 anni

VILLANOVA DEL GHEBBO (Rovigo) – A Villanova del Ghebbo domenica 28 settembre le associazioni Auser e L’associazione per la lotta all’ictus cerebrale Alice Rovigo odv hanno proposto tre screeening importanti: ipertensione, fibrillazione atriale e funzioni cognitive.

63 persone hanno partecipato allo screening per la pressione arteriosa e la fibrillazione atriale; sono state identificate 4 fibrillazioni atriali (≈6,3% dei partecipanti), inclusa una fibrillazione in un soggetto di 30 anni. Questi riscontri locali evidenziano il valore dello screening popolare: molte forme di fibrillazione sono silenti e possono emergere in persone non considerate a rischio.

La letteratura mostra risultati variabili a seconda del tipo di popolazione e del metodo diagnostico (ECG a breve termine vs monitoraggio prolungato o dispositivi impiantabili). Metanalisi e studi recenti riportano numeri nell’ordine di grandezza seguenti: stime aggregate indicano che la fibrillazione asintomatica può rappresentare circa il 20–30% dei casi in molte serie osservazionali, con ampia variabilità tra studi. (PubMed) Altre analisi (in particolare studi ospedalieri o di coorte selezionate) riportano percentuali più alte, fino al 40–48%, soprattutto quando si includono forme subcliniche individuate da dispositivi o questionari più sensibili. (Ejinme) Il fenomeno delle Scaf (subclinical/device-detected AF) è frequente nei portatori di dispositivi e nei soggetti anziani a rischio: meta-analisi hanno stimato una prevalenza di Scaf intorno al ~28% in popolazioni studiate con monitoraggio prolungato. (PMC)

Perché le forme asintomatiche sono pericolose

Le fibrillazioni asintomatiche non sono “innocue”: la letteratura mostra che: l’AF non riconosciuta è responsabile di una quota significativa di ictus ischemici, e in circa 1 su 5 casi lo stroke può essere la prima manifestazione clinica dell’AF precedentemente non diagnosticata. Questo rende la diagnosi precoce determinante per la prevenzione. (JAMA Network). Le forme subcliniche o asintomatiche sono associate a un rischio aumentato di ictus e di eventi tromboembolici rispetto ai soggetti senza AF; l’aumento del rischio è rilevabile anche se il rischio assoluto può risultare inferiore rispetto a quello dell’AF persistente sintomatica, dipendendo dalla durata e dal carico aritmico. (OUP Academic) Alcuni studi suggeriscono che i pazienti con AF asintomatica possono avere pari — o in alcuni casi maggiore — rischio di eventi avversi rispetto ai sintomatici (per esempio, rischio di stroke maggiore in alcune coorti), probabilmente perché la diagnosi e la terapia antitrombotica vengono spesso ritardate. (Wiley Online Library)

Le linee guida ESC 2024 sottolineano l’importanza dello screening mirato (ad es. misurazione del polso e/o Ecg opportunistico) in soggetti anziani o con fattori di rischio, poiché l’identificazione precoce permette di valutare tempestivamente l’indicazione all’anticoagulazione e ad altre misure di prevenzione delle complicanze. Il monitoraggio prolungato (wearable o dispositivi impiantabili) aumenta la probabilità di rilevare forme subcliniche ma richiede considerazioni su come e quando iniziare terapia in base al carico di AF e al rischio tromboembolico. (PMC)

4 casi su 63 (6,3%) è un dato che richiede attenzione: ogni caso dovrebbe essere valutato con Ecg di conferma, stima del rischio tromboembolico (es. CHA₂DS₂-VASc) e valutazione per l’eventuale terapia anticoagulante e controllo dei fattori di rischio (ipertensione, obesità, diabete, consumo di alcol, ecc.). (PMC)

Il caso del 30enne ricorda che, pur essendo l’AF più comune negli anziani, esistono eccezioni: nei giovani è importante escludere cause reversibili (ad es. abuso di sostanze, condizioni tiroidee, cardiopatie congenite) e attivare il percorso diagnostico/terapeutico appropriato. (AHAb Journals)

Lo screening popolare continua a dimostrarsi utile per scovare casi altrimenti silenti di fibrillazione e ipertensione. Dalla letteratura emerge che una quota significativa di AF è asintomatica e che queste forme comportano un rischio concreto di ictus: per questo è fondamentale integrare gli screening di comunità con percorsi clinici certi (Ecg di conferma, valutazione rischio tromboembolico, indicazione a anticoagulazione se indicata secondo linee guida). Le linee guida ESC 2024 supportano un approccio strutturato e mirato allo screening nei gruppi a rischio. (PubMed)

11 cittadini hanno partecipato anche allo lo screening gratuito delle funzioni cognitive eseguito dalla dott.ssa Giulia Franco neuropsicologa, dottoranda presso l’università degli studi di Bologna e volontaria dell’associazione Alice.

L’iniziativa ha avuto l’obiettivo di promuovere un invecchiamento sano della mente e prevenire i problemi legati al declino cognitivo e all’Alzheimer.

Un controllo semplice ma prezioso, che aiuta a prendersi cura non solo del corpo ma anche della memoria e della mente.

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