Se Badia domani invita Zerbinati a dimettersi, il Sindaco lo difende

In sala consigliare c’era un’insolita presenza di pubblico probabilmente attirato dall’annunciata relazione del presidente della Casa del sorriso

BADIA POLESINE (Rovigo) – È stato un consiglio comunale per così dire “vivace”, quello andato in scena mercoledì 10 aprile e che ha visto il capogruppo di “Badia domani” Manuel Berengan invitare il presidente della Casa del sorriso, Tommaso Zerbinati, a rassegnare le dimissioni.

Ma andiamo per ordine. In sala consigliare c’era un’insolita presenza di pubblico probabilmente attirato dall’annunciata relazione del presidente della Casa del sorriso (nell’occasione accompagnato dall’intero Cda e dalla nuova direttrice) e dall’interpellanza del consigliere Giusberti sull’ipotizzata arca crematoria al cimitero di Crocetta (di cui daremo conto a parte).

Zerbinati ha dato una rappresentazione cautamente ottimistica sulla complicata situazione dell’Ente, da lui presieduto. Anche se il nuovo “piano industriale di risanamento” non è stato ancora approvato con deliberazione dalla Regione Veneto, si profila un miglioramento nel medio periodo che fa ben sperare. Vero è che dagli 880 mila euro di disavanzo del 2021, si è passati al 1.600 mila del 2022, “…conseguenza della flessione delle presenze dopo il Covid e del lievitare dei costi energetici (pressoché triplicati)”. Il Presidente, dunque, confida nel successo delle azioni intraprese, tanto più che finalmente il Nucleo S.A.P.A. (Sezione ad Alta Protezione Alzheimer) “…l’unico autorizzato ed accreditato in Polesine” funziona finalmente a pieno regime. Entrando nel dettaglio dei costi/benefici di questo “Fiore all’occhiello”, Zerbinati non ha mancato di rimarcare come altre strutture offrano impropriamente analoghi servizi in deroga agli standard regionali, tanto da individuare “…gli estremi di una denuncia all’Antitrust”, perché sottrarrebbero utenza a Badia. Zerbinati ha poi lamentato il problema delle normative “…farraginose, contorte e in continua evoluzione”, che cozzano con la mancata riforma delle Ipab da parte della Regione, “…aumentando la perplessità sulla distribuzione delle impegnative”, non basta quindi l’adeguamento delle quote sanitarie.

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La parola è passata alla direttrice facente funzione, Vanessa Nicoli che, con numeri e slide, ha spiegato lo stato dell’arte della situazione e le azioni di risanamento del bilancio. Un ruolo importante nel percorso, potrebbe derivare dall’utilizzo degli appartamenti del Villaggio del sole che al primo piano sono tuttora vuoti. “Si sta lavorando con l’Ulss su un progetto di welfare sperimentale, – ha sottolineato la direttrice – per dare risposta ad una esigenza emergente dal territorio proponendo un ibrido fra Comunità alloggio per anziani autosufficienti e disabili”. Per quanto riguarda l’aumento delle rette, è stato spiegato che, da un’analisi di mercato, quelle di Badia risultano inferiori a quelle dei competitor. Fra le novità prospettate anche l’affidamento esterno della cucina, oggi sovradimensionata rispetto alle necessità interne: “Questo dovrebbe diminuire il costo della giornata alimentare”. Altro punto d’intervento riguarderà la razionalizzazione dei costi del personale, “…però senza penalizzare il servizio”.

Spiegazioni che, pur apprezzate da Manuel Berengan, non hanno modificato il suo giudizio negativo sulla relazione del presidente, che a suo dire nulla aggiunge alle precedenti audizioni del 2022, tanto da indurlo a sollecitarlo a dimettersi.

“Non può sempre venire a fare del vittimismo” ha detto riferendosi alla ventilata denuncia all’antitrust. “La sua relazione non dice nulla di nuovo – ha proseguito il capogruppo di Badia domani – e non può essere derubricata ad un power point che nulla racconta sulla reale situazione della Casa. Sono stanco di apprendere notizie di seconda mano…e lo dico perché Lei è presidente dal 2017. Se questo è il suo risultato gestionale onestamente potrebbe dare le dimissioni anche stasera. La sua fortuna è che questa relazione non va votata. Ne uscirebbe distrutto”. Di seguito Berengan ha chiesto conto dei due piani industriali (il primo cassato dalla Regione) e su quanto siano costati: “Sarebbe interessante conoscere quali siano state le integrazioni richieste dalla Regione… Vorremmo anche capire perché le rette della struttura sono state rideterminate in assenza di un bilancio di previsione, quindi senza un minimo di spiegazione sulla destinazione dei maggiori introiti …e perché solo la metà dei 20 posti del Villaggio del sole siano occupati”. Gli ha fatto eco la consigliera Sara Quaglia.

Naturalmente di tutt’altro avviso il capogruppo di maggioranza Marco Turatti, che ha espresso un giudizio favorevole sulle azioni intraprese per il riequilibrio della struttura

Nella sua replica, Tommaso Zerbinati non ha raccolto la provocazione all’invito a dimettersi e si è limitato ad integrare quanto già detto. Ha precisato che il bilancio è sostanzialmente contenuto nel piano di risanamento e che il costo sostenuto per la seconda consulenza (affidata ad una primaria società di consulenza e revisione) è stato di 50 mila euro. L’accordo con l’Ulss per la “Comunità alloggio estensiva per psichiatrici”, frutta alla Casa del sorriso 400 mila euro all’anno al lordo dei costi oggi non quantificabili.

Il sindaco Giovanni Rossi è infine intervenuto per manifestare apprezzamento per il coraggio del CdA nel portare avanti il risanamento ma, con un accenno all’utile dialettica interna del consigliere Adino Rossi, ha sollecitato una miglior tempestività nelle scelte ed una maggiore apertura al territorio: “Il Villaggio del sole (per esempio) va assolutamente messo a reddito”. Il sindaco ha comunque rivendicato il proprio intervento in sede regionale per avere, evitando il commissariamento: “Sono arrivato a minacciare di non nominare il nuovo Cda, purché la Regione garantisse una “No fly zone” per almeno tre anni”.

Rossi ha difeso anche la bontà del trasferimento della comunità alloggio, discussa a suo tempo al tavolo di conciliazione in Prefettura “…come strumento per riuscire ad avere liquidità in un momento particolarmente complesso, senza contare che c’era il pericolo che la comunità alloggio andasse via da Badia privando la comunità di un servizio prezioso”.  Il primo cittadino ha concluso con una stilettata finale alla Regione, perché ha fatto perdere le tracce del famoso progetto di riforma delle Ipab.

Alla luce di tutto questo, – ha concluso – sono moderatamente soddisfatto dell’operato del Cda”.

 Ugo Mariano Brasioli

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