L'impianto è autorizzato per il trattamento di rifiuti anche pericolosi, la preoccupazione per i Pfas e la mancanza di accordi di compensazione ambientale

ADRIA (Rovigo) – Il Movimento 5 Stelle di Adria lamenta il disinteresse degli interlocutori istituzionali nei confronti dei cittadini e della salute pubblica.

“Nonostante il tentativo da più parti di smerciare un’attività che ci viene presentata come “un’eccellenza tra economia circolare e impatto positivo occupazionale (LEGGI ARTICOLO)”, nel verbale della Conferenza dei servizi si legge tutt’altro” affermano da Adria

“In data 18.01.2023 La Società Alchèmia Srl ha presentato istanza di Provvedimento Autorizzativo Unico per un progetto di ripristino di un’area industriale inattiva dal 2010, in Via Maestri del Lavoro 85 ad Adria, finalizzato alla realizzazione di una installazione per il recupero di solventi da rifiuti anche pericolosi e la fabbricazione di prodotti chimici” recita il verbale dell’incontro.

“In un contesto sempre più attento alla salute pubblica e all’ambiente, soprattutto sulla questione dei PFAS (noti per la loro persistenza nell’ambiente e potenziali rischi per la salute umana) torna al centro del dibattito l’ennesimo insediamento preposto alla lavorazione e dal trattamento di sostanze pericolose” sottolinea il Movimento 5 Stelle.

“La recente decisione della Commissione provinciale di approvare il progetto dell’azienda Alchemia, che prevede il recupero di solventi da rifiuti industriali nella frazione di Cavanella ad Adria, ha acceso nuove riflessioni e non poche preoccupazioni tra i cittadini. Va ricordato che la presenza di PFAS ha alimentato polemiche in tutto il Nord Italia, specialmente nelle province venete, già duramente colpite da contaminazioni pregresse.

Spiace che fino ad ora l’amministrazione comunale non abbia preso una posizione, e si barcameni tra un misto di assenso e contrarietà – aggiungono dal M5S di Adria – non a caso, durante l’ultimo consiglio comunale che si è tenuto il 19 maggio, la stessa amministrazione non ha risposto se siano state prese in considerazione delle compensazioni (un punto che viene invece specificato nel verbale della Conferenza dei Servizi).

Cosa rende difficile la scelta tra un’azienda privata che viene a fare profitti e il diritto alla salute dei cittadini?

Già fino ad oggi il problema PFAS è stato trattato con leggerezza nel nostro territorio da parte delle istituzioni regionali, che ancora una volta considerano il nostro territorio come discarica veneta, e in tutto ciò la politica locale cosa fa?

Di fatto, nonostante il disinteresse degli interlocutori istituzionali nel coinvolgere e informare i cittadini, noi ci faremo sentire, e forte!” assicurano i Cinquestelle.

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