FRASSINELLE (Rovigo) – È stata molto apprezzata dalla platea e da chi ha seguito la diretta video, venerdì sera al Teatro Casa del Popolo di Frassinelle, la presentazione del libro “Li chiamarono Bersaglieri” di Alberto Guerrini, che è stato un pretesto per parlare di rugby con Mario Borgato, Nicola Quaglio, Raffaele Mora e del sindaco Marco Rossi, moderati da Ferdinando De Laurentis, nell’ambito della Notte bianca delle biblioteche. Molti sono stati gli aneddoti raccontati e i temi trattati, con filmati e foto. A tal proposito, in sala consigliare è stata allestita una mostra che ha riscosso molto successo, al punto da poter essere visitata per altre 2 settimane con la possibilità di avere una visita guidata negli orari esposti nel sito della Biblioteca.
“Essere sindaco di Frassinelle, un paese che ha una storia importante legata al mondo del rugby – ha detto in apertura Marco Rossi – è un grande onore. Vedere una squadra di rugby giovanile che si espande e vince trofei in tutto il Triveneto è una grande responsabilità da un lato e una bella soddisfazione dall’altro”.
“Capire quali sono le proprie radici, soprattutto per i giovani è importante” – ha continuato Alberto Guerrini che ha raccontato le origini del rugby a Rovigo e introdotto l’ex giocatore e arbitro internazionale Mario Borgato che, dopo aver ricordato la sua storia, una vita dedicata a questo sport, ha raccontato numerosi aneddoti, in particolare lo spareggio disputatosi il 22 maggio 1977 a Udine, vinto 10-9 dai padovani anche grazie a una meta di Dino De Anna. “Non vinsero loro – ha detto fermo Borgato -, quella partita la vincemmo noi, infatti anche De Anna ha ammesso poi di essere andato fuori, di aver toccato la linea. E io ero lì. Lo vidi. Purtroppo il segnalinee non lo ravvisò, ma le riprese televisive dimostrarono che non era meta. L’arbitro era il romano Pogutz che rincorsi fino a centro campo in quell’occasione riuscendo a non farmi espellere, anche se me lo sarei meritato. Pogutz arbitrò poi a Rovigo la storica partita della Nazionale italiana contro gli All Blacks e io, quella volta lì, ero un suo assistente. Io che avevo contestato l’arbitro mi sono trovato poi ad arbitrare a fianco a lui”.
E, a proposito di nazionale, Nicola Quaglio ha ricordato quando lui fu uno dei protagonisti della vittoria dell’Italia contro il Sudafrica: “È stato bellissimo! Un ricordo indelebile che, ancora oggi, se ci ripenso non ci credo sia accaduto davvero! – ha sottolineato Quaglio – Fu come aver vinto il superenalotto! Forse il Sudafrica era un po’ sotto tono, e noi con tanto entusiasmo e ben concentrati ce l’abbiamo fatta. E poi una grande soddisfazione fu vincere lo scudetto a Rovigo dopo 26 anni di attesa!”
Tutti hanno sottolineato il lavoro superbo fatto nelle giovanili del Frassinelle e di quanto importante sia il lavoro con i giovani che praticano questo sport. “Io spero che si possa continuare così – ha detto poi il presidente del Rugby Frassinelle, Raffaele Mora – la nostra è una società economicamente sana, l’impianto si sta completando e il futuro del Frassinelle è il futuro del territorio. Il futuro dei giochi di squadra all’aperto è anche nelle mani dei genitori che dovrebbero non stargli troppo addosso, ma permettere ai figli di imparare a vivere lo sport e la squadra”.
Si è parlato a lungo di Maci, Mario Battaglini, ma non solo, anche delle “famiglie del rugby”. Nicola Quaglio ha spiegato che pur essendo figlio di un importante rugbista, in casa non parlavano quasi mai di rugby e di come lo ha lasciato libero di crescere e vivere questo sport fino a diventare un campione. “Il messaggio che spero passi da questa sera e dal mio lavoro – ha concluso Guerrini – è l’omaggio a una generazione di ragazzi che forse hanno avuto solo nel rugby un po’ di giovinezza bella, da ricordare, e che i nostri giovani conoscano chi li ha preceduti. È fondamentale sapere chi ha indossato la maglia che indossano, prima di loro”.
Prossimo appuntamento di “Frassinelle incontra”: il 17 settembre alle 21, sempre al Teatro Casa del Popolo, con Carla Gatto, pittrice e poetessa, nonna di Giulia Cecchettin.


















