Un incontro formativo ha riunito esperte e istituzioni per rafforzare l’individuazione precoce dei segnali di violenza e creare una rete territoriale di supporto alle donne

ROVIGO – Soroptimist Club Rovigo e Federfarma Rovigo hanno promosso, lo scorso 1° dicembre, un incontro formativo dedicato al contrasto della violenza di genere, inserito nel progetto nazionale: “Sentinelle nelle professioni contro la violenza”. L’iniziativa mira a creare una rete informale di punti di ascolto nei luoghi che le donne frequentano quotidianamente: saloni di bellezza, palestre, centri benessere, farmacie, affinché diventino spazi sicuri in cui un disagio possa essere colto precocemente e orientato verso un aiuto concreto. La serata si è aperta con i saluti di Mariangela Goggia, presidente del Soroptimist Club Rovigo, e di Claudia Pietropoli, presidente di Federfarma Rovigo, che hanno evidenziato il valore della collaborazione tra realtà professionali diverse in un lavoro di rete capace di incidere sul territorio. È seguito l’intervento online dell’on. Martina Semenzato, che ha richiamato l’urgenza di potenziare il riconoscimento tempestivo dei segnali di violenza e di rafforzare il collegamento fra istituzioni e cittadinanza attiva.

La parola è poi passata alle professioniste impegnate quotidianamente nel supporto alle vittime. La psicologa e psicoterapeuta, Antonella Tinti, socia Soroptimist, ha illustrato il processo attraverso il quale una relazione, apparentemente sana, può trasformarsi in una dinamica tossica. In una relazione approfondita ha spiegato come l’isolamento, il controllo e la svalutazione costituiscano campanelli d’allarme spesso difficili da decifrare per chi li vive, ma riconoscibili da figure esterne: estetiste, farmaciste, istruttrici e altre professioniste che possono diventare punti di osservazione privilegiati.

L’educatrice Adelia Fanelli del Centro Antiviolenza del Polesine ha portato la testimonianza di una donna che è riuscita a uscire da una situazione di violenza grazie al sostegno ricevuto nel momento più critico. Ha inoltre presentato i dati del territorio, sottolineando la complessità del percorso di denuncia, soprattutto quando sono presenti figli e il timore per la loro incolumità diventa un ulteriore ostacolo.

Dal versante giuridico, l’avvocato Annalisa Ghisellini ha chiarito quali reati legati alla violenza di genere prevedano la procedibilità d’ufficio e quali richiedano invece la querela. Una distinzione fondamentale per comprendere quali strumenti di tutela possono essere attivati immediatamente anche in assenza di denuncia formale da parte della vittima.

La dottoressa Consuelo Pavani, Coordinatrice del 118, ha illustrato il percorso di accoglienza protetta durante una chiamata di emergenza, evidenziando come la presa in carico avvenga nel rispetto della persona e della sua sicurezza, attraverso protocolli operativi progettati per garantire tempestività e protezione.

Di forte impatto l’intervento del Commissario Capo Lorenzo Maria Luigi Zelletta, che ha approfondito il ruolo dell’ammonimento del Questore come strumento preventivo particolarmente efficace nelle prime fasi di una relazione tossica. Un provvedimento che può interrompere l’escalation della violenza e dare alla donna un margine di respiro in cui riattivare le proprie risorse.

La serata si è conclusa con un messaggio comune e condiviso: la prevenzione non è solo competenza tecnica, ma un atteggiamento di responsabilità diffusa. A Rovigo, grazie a una rete di professioniste che scelgono di vigilare l’una sull’altra, questa forma di protezione reciproca sta diventando ogni giorno più concreta. 

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