Contro il partito degli amministratori e degli eletti, trasformisti dell'ultim'ora inclusi, l'ex sindaco di Adria e senatore del Pd punta a rifondare il partito perchè: "dobbiamo guardare in faccia la realtà, partire dai motivi per cui la gente non ci vota più"
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ADRIA (Rovigo) – Nella fase congressuale per la segreteria nazionale del Partito democratico riservata agli iscritti in cui si decideranno le due candidature che andranno alle primarie di domenica 26 febbraio, l’ex sindaco di Adria e senatore del Pd Sandro Gino Spinello, assieme ad un gruppo di compagni ed amici, ha deciso di sostenere la candidatura di Gianni Cuperlo ed ha accettato di esserne referente in Polesine.

“Il mio è essenzialmente un atto di testimonianza e di impegno conseguente in coerenza con il mio percorso politico – esordisce Spinello – anche perchè non ci pare che nelle procedure scelte e per come si sta sviluppando lo stesso dibattito congressuale vi sia una sufficiente consapevolezza del momento delicato e pericoloso che stiamo vivendo. E’ in gioco l’esistenza dello stesso Partito Democratico“.

“Il gruppo dirigente è ancora narcotizzato dalla pesante sconfitta politica alle ultime elezioni, dalle logiche correntizie interne, dalle dispute nominalistiche – aggiunge Spinello – ed assistiamo anche a trasformismi che sono acettati sempre meno dai nostri militanti e dai nostri elettori.

Abbiamo bisogno di guardare in faccia la realtà, partire dai motivi per cui la gente non ci vota più e dal perchè parte consistente del nostro elettorato tradizionale ha trovato nella destra la risposta alla propria rabbia e alla propria protesta”.

Spinello si dichiara particolarmente d’accordo con Gianni Cuperlo quando dice che “dobbiamo ritrovare l’orgoglio dell’appartenenza in un partito che sia ampio, plurale ed inclusivo”.

“Il vero Pd non è ancora nato, concretizzarlo effettivamente e seriamente dovrebbe essere il compito di questo congresso costituente – aggiunge Spinello – Il Partito Democratico non va superato, deve diventare finalmente quello strumento fondamentale di cui l’Italia ha bisogno per il proprio futuro.

Il tenere assieme i riformismi progressisti, il cattolicesimo progressista, l’ambientalismo, il pensiero femminista è stata un’intuizione coraggiosa, un progetto ambizioso che non va assolutamente abbandonato”.

“Abbiamo bisogno di un partito strutturato anche territorialmente, non basta il partito degli amministratori e degli eletti, c’è bisogno dell’impegno disinteressato e della passione degli attivisti a contatto diretto con i cittadini imparando a rappresentarne i bisogni e le aspirazioni – sottolinea l’ex sindaco di Adria – Una nuova classe dirigente va costruita, sostenuta, messa alla prova, promossa anche con atti di generosità personale dei dirigenti in carica.

Mi pare invece continuino i vecchi riti dell’auto referenzialità; del chiedere che si cambi tutto in modo tale che alla fine non cambi niente”.

Siamo sotto attacco è indubbio, ci vogliono condannare all’irrilevanza, dobbiamo saper reagire. Conte, Renzi e Calenda hanno trovato più conveniente polemizzare con noi piuttosto che con la destra della Meloni.

Noi, assieme a Cuperlo, staremo dentro il Pd per contribuire farlo diventare l’aggregazione ampia ed autorevole dei riformismi democratici di cui l’Italia ha bisogno e chiediamo a tutti di fare la propria parte”.

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