VENEZIA – Bocche cucite sui dettagli e nessuna anticipazione in merito alle osservazioni che giungeranno al Comune di Rovigo in tempi brevi da parte dei partecipanti alla riunione in Regione Veneto per il “caso Iras” dopo l’approvazione nelle commissioni consigliari della bozza di accordo tra Enti redatta dal Comune di Rovigo (LEGGI ARTICOLO).
Alla presenza degli assessori regionali Manuela Lanzarin, per Sanità e Sociale, e di Cristiano Corazzari per l’Edilizia residenziale pubblica, anche il direttore generale di Ulss 5 Polesana Patrizia Simionato e il commissario straordinario di Iras Rovigo Tiziana Stella, tutto il pool tecnico e legale della Regione per produrre indicazioni alla bozza che possa diventare testo di delibera da far votare al consiglio comunale di Rovigo.
“Si sta lavorando per poter dare corso all’erogazione delle risorse messe a disposiziona dalla Regione nei confronti di Iras – ha commentato l’assessore Corazzari – formalizzando una posizione unitaria di tutti i soggetti pubblici coinvolti nell’accordo”.

La Regione, come comunque già anticipato dal commissario Stella in commissione, ha bisogno di poter considerare come garanzia per il finanziamento già deliberato in giunta regionale da 3,8 milioni di euro a favore di Iras, un credito certo ed esigibile dal Comune di Rovigo, particolare che nella bozza di delibera licenziata dalla commissione non è presente, rimanendo indeterminata la somma che il Comune corrisponderà ad Iras (indicata con la formula “fino a 3,2 milioni di euro”) al momento dello scioglimento della convenzione per l’uso gratuito di Casa Serena.
La sensazione è che i vari soggetti regionali coinvolti stiano limando, ognuno per quanto di sua competenza, la bozza per formalizzare una posizione unitaria per scongiurare lo spettro di una possibile messa in liquidazione dell’Ente socio assistenziale più antico e più grande della provincia di Rovigo.
In attesa da quanto risulterà dalla perizia di stima della frazione di Casa Serena destinata ad Ater, sembra comunque che la somma richiesta dal Comune di Rovigo, pari a 2,8 milioni di euro (LEGGI ARTICOLO), non verrà soddisfatta. La perizia è stata richiesta di concerto tra Ater e Comune di Rovigo alla luce della variazione di richieste da parte di Ater che, con l’idea di trasformare metà Casa Serena in studentato, ha formulato una richiesta “cielo terra” per tutti i piani, dovendo far cambiare progetto ad Ulss 5 Polesana che avrebbe preferito organizzare i propri servizi su un unico piano piuttosto che su due concentrati in metà palazzina.
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