ROVIGO – Momenti di forte tensione hanno segnato il finale della sfida di Terza Categoria tra La Fenice Lusia e Calcio Fratta, disputata il 22 marzo 2026. Una partita che, sul campo, vedeva gli ospiti avanti per 4-2, ma che non è mai giunta al triplice fischio finale a causa di un grave episodio che ha coinvolto il direttore di gara.
Secondo quanto riportato nel referto arbitrale, al 46’ del secondo tempo, subito dopo la quarta rete del Calcio Fratta, il portiere della formazione di casa, Armando Bacova, si è reso protagonista di un comportamento intimidatorio nei confronti dell’arbitro. Il giocatore si è avvicinato in modo minaccioso fino al contatto fisico, appoggiando il petto sulla spalla del direttore di gara e protestando con veemenza a pochi centimetri dal suo volto.
L’episodio ha innescato una reazione a catena: giocatori, dirigenti e pubblico locale hanno contribuito a creare un clima ostile e intimidatorio, ritenuto non più gestibile dal direttore di gara. Valutate le condizioni ambientali e di sicurezza, l’arbitro ha quindi deciso per la sospensione definitiva dell’incontro.
Alla luce dei fatti, il Giudice Sportivo ha assunto provvedimenti severi: la gara non è stata omologata e La Fenice Lusia è stata punita con la sconfitta a tavolino per 0-3. Una decisione che pesa sia sul piano sportivo che disciplinare.
Pesantissimo anche il bilancio delle sanzioni individuali. Per Bacova è arrivata una squalifica di otto giornate, in applicazione dell’articolo 36 del Codice di Giustizia Sportiva, mentre il compagno di squadra Saikou Kanyi dovrà scontare tre turni di stop per condotta violenta a gioco fermo. Completano il quadro le squalifiche di due giornate per Nicola Pigato (Calcio Fratta) e di una giornata per Daniele Pellegrini (La Fenice Lusia), Daniele Signorin (Santurbano Calcio) e Andrea Pignataro (Stientese).
Non solo: la società La Fenice Lusia è stata inoltre sanzionata con un’ammenda di 60 euro per il comportamento dei propri sostenitori, che per gran parte della gara hanno rivolto frasi offensive all’indirizzo dell’arbitro.
Una vicenda che riaccende i riflettori sul tema della tutela degli ufficiali di gara e del rispetto delle regole, valori fondamentali anche nelle categorie dilettantistiche.













