La segreteria provinciale critica la posizione della sindaca di Rovigo: “Territorio fragile, basta rischi. Il Governo ascolti i sindaci e punti sulle rinnovabili”
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ROVIGO – Dopo le dichiarazioni della sindaca di Rovigo Valeria Cittadin sulle trivellazioni in Alto Adriatico (LEGGI ARTICOLO), interviene la segreteria provinciale di Rifondazione Comunista, che parla di una posizione “isolata” rispetto al fronte dei sindaci polesani contrari alla ripresa delle estrazioni.

“Il Governo spinge sulle trivelle, il Polesine dice No”, afferma il partito in una nota, ricordando come oltre 30 sindaci del territorio – compresi amministratori vicini alla stessa maggioranza nazionale – abbiano espresso una contrarietà netta ai progetti di ricerca ed estrazione davanti alle coste.

Secondo Rifondazione, in questo contesto “stona come una sirena d’allarme” la posizione della sindaca del capoluogo, che ha dichiarato di non essere “per i no a prescindere” e di voler approfondire il tema prima di esprimere un giudizio definitivo.

“Una posizione isolata, che non rappresenta la preoccupazione reale delle comunità polesane”, si legge nel comunicato.

“Territorio fragile, abbiamo già pagato”

Rifondazione richiama la fragilità strutturale del territorio: subsidenza, erosione costiera, rischio idraulico e costi crescenti per la gestione delle acque.

“Abbiamo già pagato abbastanza – sottolinea il partito –. È assurdo che nel 2026 si parli ancora di bucare il fondo del mare davanti alla nostra costa, come se non avessimo imparato nulla dal passato”.

“Priorità a sicurezza e rinnovabili”

La segreteria provinciale ribadisce che la priorità deve essere “la sicurezza delle persone, la tutela dell’ambiente e un modello energetico fondato sulle rinnovabili”, non il ritorno a pratiche considerate rischiose per la costa e per il Delta del Po.

Da qui l’appello al Governo affinché “fermi ogni progetto di trivellazione e ascolti finalmente la voce dei territori”.

Il dibattito sulle trivellazioni, già acceso dopo la manifestazione di Adria, si arricchisce di un nuovo intervento politico, che rafforza il fronte del No e accentua il confronto tra le diverse posizioni in campo.

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