PADOVA – Pienone per le prime tre tappe del tour sulla Manovra di Bilancio 2026 organizzato da Cna Padova e Rovigo sui territori.
Dal 20 gennaio e fino al prossimo 29 gennaio sono attesi oltre 200 artigiani al ciclo di eventi dal titolo “la Legge di Bilancio 2026 nei territori” organizzato dall’Associazione tra Padova e Rovigo. A spiegare quali opportunità e quali criticità si nascondono nella pieghe della Manovra 2026 sono i dirigenti territoriali di Cna e gli esperti dell’Ufficio Consulenza Fiscale e Finanza Agevolata della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e delle Piccole e Medie Imprese.
Gli eventi sono iniziati alle 18:00 dello scorso 20 gennaio 2026 presso la sede di Padova dell’associazione, sono poi proseguiti, sempre alla stessa ora, con l’appuntamento di Este il giorno successivo e con l’appuntamento del 22 gennaio a Villa del Conte.
In tutti e tre i casi le sale conferenze sono risultate gremite di imprenditori estremamente interessati ad individuare le opportunità di una Manovra 2026 che non brilla per audacia né tanto meno per attenzione alle esigenze specifiche della Piccola e Media Impresa ma che comunque offre alcune opportunità.
L’attenzione, da parte degli artigiani, è massima anche per le prossime tre tappe del ciclo di incontri “La Legge di Bilancio 2026 nei territori”. Martedì 27 gennaio al Point Hotel
di Piove di Sacco, mercoledì 28 nella sede di Cna di Porto Viro e giovedì 29, sempre nella sede di Cna a Rovigo, sempre alle 18, le prenotazioni crescono di ora in ora.
“Questa affluenza considerevole per noi non è stata più di tanto una sorpresa – spiega Luca Montagnin, presidente di Cna Padova e Rovigo. – Da tempo anche i nostri imprenditori artigiani hanno compreso che la Legge di Bilancio non è un provvedimento tecnico e distante, ma incide su fiscalità, costi, investimenti, lavoro e competitività. Per questo Cna ha scelto di organizzare un ciclo di incontri diffuso sul territorio con l’obiettivo di essere vicini alle imprese e discutere le norme nei luoghi in cui le imprese operano ogni giorno”.
Ed in effetti, tra le pieghe della Manovra qualche elemento positivo c’è.
“La Legge di Bilancio – continua Montagnin – vede una riduzione dell’Irpef da 35 a 33%. La detassazione degli aumenti retributivi legati ai rinnovi contrattuali è un segnale di attenzione al costo del lavoro come lo sono gli interventi sui premi di risultato, sui buoni pasto elettronici e sulla riduzione del cuneo su specifiche indennità. Bene anche la scelta di dedicare alcune risorse alla fase di uscita dalla precedente Transizione 5.0.
Per contro i sostegni agli investimenti non risultano ancora a misura delle micro e piccole imprese. Il ritorno a strumenti come super e iper ammortamento rischia di ridurre la platea dei beneficiari e di penalizzare chi ha minore capienza fiscale e le soglie minime di investimento sono troppo elevate per molte imprese artigiane. Registriamo un impatto negativo dell’aumento delle accise sui costi di trasporto. Non solo: in questa, prudente, Legge di Bilancio non c’è sufficiente chiarezza normativa per garantire l’accesso ai benefici di Transizione 5.0 per chi ha presentato la domanda correttamente. Continuano a mancare interventi strutturali sui costi energetici e una riforma della bolletta per alleggerire oneri e parafiscalità.
In definitiva, tra le luci e le ombre di questa Finanziaria, Cna vuole offrire agli artigiani, in un percorso di confronto continuo tra l’Associazione e il mondo dell’impresa, tutti gli strumenti per poter ottenere il massimo da una Legge che, lungi da essere un’astrazione, incide direttamente sulla vita delle imprese e delle comunità in cui i nostri associati sono inseriti”.
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