Uccise il padre a martellate dopo una furiosa lite, condannato a 14 anni

Il 22 febbraio 2021 a Porto Viro (Rovgo) uccise il padre con un martello dopo l’ennesima lite, condannato il figlio 30enne Gabriele Finotello, riconosciuta la parziale seminfermità. Subito dopo fu lui stesso a chiamare i Carabinieri

ROVIGO – 14 anni di carcere per Gabriele Finotello, l’infermiere riconosciuto colpevole di aver ucciso il 22 febbraio 2021 il padre Giovanni (nella foto). 

Lo ha colpito con un martello al culmine di una lite, la Corte d’Assiste del Tribunale di Rovigo, presieduta dal Giudice Angelo Risi, venerdì 13 maggio ha accolto la richiesta del Pm Andrea Bigiarin, che ha coordinato le indagini dei Carabinieri.

Sul fatto, che fosse stato il 30enne a provocare la morte del padre 56enne, non c’erano molti dubbi, i militari dell’Arma avevano già cristallizzato la situazione, ma è il movente, e la capacità di intende e di volere dell’imputato che dovevano trovare delle risposte.

Nell’ambito del processo è emerso la parziale seminfermità del giovane, una situazione complessa tra le mura domestiche, il padre si stava disintossicando da una dipendenza dall’alcol. Un raptus, quello del figlio, dopo l’ennesima lite, il motivo era sempre lo stesso.

Lo stesso Gabriele Finotello ha chiamato i Carabinieri dopo l’accaduto, spiegando quanto successo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime notizie