ROVIGO – Una rapina che risale all’11 febbraio 2020 e che ha visto condanna di B. H, 47 anni, di origine Sinti.
Ha suonato alla porta di un’anziana rodigina, spacciandosi per un’impiegata di un Caf, per aiutarla nella compilazione della richiesta di un bonus da 80 euro. Poi, è entrata in casa, ha spruzzato una sostanza narcotizzante ed ha portato via tutto quello che ha trovato. Bottino oltre 7.000 euro tra contanti e gioielli. Fondamentale l’indagine condotta dalla Squadra Mobile di Rovigo che ha seguito il caso.
Una rapina aggravata in piena regola per il Collegio del Tribunale di Rovigo, maxi condanna di 8 anni e 9 mesi perchè l’indagata, arrestata dai Carabinieri nell’ambito di altre indagini collegate, ha una sfilza di precedenti specifici impressionante. Qualche giorno prima aveva tentato l’ennesimo colpo sempre a Rovigo. Vittima prescelta un 90enne, ma il colpo è fallito. Tra i reati accertati una sfilza di furti, più quelli che non sono mai stati denunciati.
Due anni fa era stata arrestata insieme al marito e ad altre sei persone, compresi i due figli, con l’accusa di aver messo a segno complessivamente oltre un centinaio di furti, fra le province di Venezia, Rovigo, Verona, ma anche Mantova e Ferrara, con un vero e proprio sistema criminale valso anche l’ulteriore accusa di associazione a delinquere.
I carabinieri hanno anche scoperto che la 47enne era percettrice del reddito di cittadinanza.
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