PORTO VIRO (Rovigo) – La situazione nella sanità privata polesana continua ad essere preoccupante. “Una sofferenza diffusa che, alla Casa di cura Madonna della Salute di Porto Viro – evidenzia Attilio Minichini, Segreteria Uil Fpl Rovigo – si sta manifestando con un vero e proprio esodo di personale. Solo negli ultimi due mesi si sono licenziati sette infermieri, un numero enorme. Anche persone esperte ed attaccate alla struttura nella quale lavoravano da trent’anni, che vivono vicini e che hanno scelto di andare a lavorare a chilometri di distanza. Ma il richiamo del pubblico, per condizioni lavorative, è troppo forte. In un caso, invece, un’infermiera appena assunta e proveniente da una casa di riposo, è stata solo una settimana prima di rassegnare le dimissioni e tornare nel luogo di lavoro precedente. Tutto questo ha comportato la chiusura di una sala operatoria, perché senza personale non si possono erogare servizi”.
Perché tutto questo? Perché le condizioni di lavoro continuano a non essere concorrenziali rispetto al pubblico, non solo dal punto di vista retributivo ma anche dei turni, degli spostamenti di reparto, delle garanzie. “C’è stato chi su 170 ore se n’è trovate 100 di turni notturni – spiega Attilio Minichini – c’è chi si ritrova turni spezzati, con buona pace dei riposi di 11 ore e della possibilità di conciliare lavoro e vita familiare. È una situazione che riguarda tutte e tre le strutture private della provincia, ma che sta assumendo dimensioni emergenziali a Porto Viro. Per questo abbiamo già incontrato i vertici della struttura per far presente che bisogna fermare questa emorragia, proponendo adeguamenti contrattuali o benefit o incentivi. Anche perché attualmente risulta difficile reperire infermieri e questa è una difficoltà che si ripercuote ulteriormente sul lavoro di chi rimane nella struttura. Chiederemo anche un incontro con l’Aiop regionale perché così diventa difficile andare avanti”.
Fra l’altro in questo momento, con la stagione estiva la Casa di Cura di Porto Viro si trova abitualmente a fronteggiare un aumento degli accessi, sia per la presenza dei turisti al mare, sia per i maggiori flussi in transito, soprattutto sulla Romea. “I servizi andrebbero rafforzati, non sguarniti. Ma per far questo serve personale aggiuntivo per non far ricadere tutto sulle spalle dei pochi lavoratori presenti. Con la pianta organica ridotta all’osso e le ferie – conclude Attilio Minichini – basta una persona in malattia per far saltare tutti turni ed aumentare carichi di lavoro e disagi. E facendo crescere in altri la voglia di fuggire altrove”.
Per approfondire leggi anche:
Uil-Fpl Rovigo: “Chiediamo più attenzione a chi lavora nella sanità privata”
Uil Fpl di Rovigo in prima fila per lo sciopero dei lavoratori per il rinnovo del contratto sanità privata
107 milioni alle Ulss venete per maggiori spese legate al Covid
Occhiobello: scoperto un nuovo test delle infezioni protesiche









