Un concerto-reading di grande suggestione

Presso l’Auditorium Marco Tamburini di Rovigo è andato in scena il secondo appuntamento della XIV edizione di Musica e Poesia

ROVIGO – Si è svolto domenica 9 ottobre presso l’Auditorium Marco Tamburini di Rovigo il secondo appuntamento della XIV edizione di Musica e Poesia, organizzata e offerta da Conservatorio di Musica Francesco Venezze, Fondazione Banca del Monte di Rovigo con il sostegno di Fineco Bank, dedicato a Pier Paolo Pasolini e al suo intenso legame con la musica di Johann Sebastian Bach.

Al saluto del presidente del Conservatorio Fiorenzo Scaranello è seguita la riflessione letteraria di Natalia Periotto Gennari dedicata alle suggestioni che Pier Paolo Pasolini riceve da Roma, da lui definita “stupenda e misera città che m’hai insegnato …”, a partire dal 1950 per poi attraversare tutti gli anni del boom economico, della contestazione studentesca e delle immagini di una Chiesa nella quale egli non sa riconoscersi, affermando che “la Chiesa del mio adolescente amore era morta nei secoli”. 

La parte musicale ha invece preso spunto dal giovanile saggio di Pier Paolo Pasolini Studi sullo stile di Bach, purtroppo mai completato, contrappuntato da alcuni movimenti tratti dalle Sonate e Partite per violino solo BWV 1001-1006 alle quali il saggio si riferisce.

È così scaturito un concerto-reading di grande suggestione sia per la bellezza dei capolavori bachiani, sia per la lettura che ne dà Pasolini in quel periodo – siamo nel 1944-1945 – legato da profonda amicizia con la violinista Pina Kalc. Se spesso la musica di Bach appare perfetta e senza crisi nello svolgimento delle varie danze vi sono tuttavia momenti, tra cui il Siciliano della prima Sonata, in cui essa si trasforma in un accorato contrasto tra la sensualità della voce umana di un adolescente espressa nel registro più basso e l’etereo canto sacro nel registro più acuto, per poi elevarsi, con stupore, fuori da tale dramma nella dolcezza assoluta del “casto trionfo della musica” e dell’”astratta soavità della preghiera”.

Gli estratti del saggio pasoliniano, proposti dalla nitida ed espressiva voce recitante di Elena Licciardello e contemporaneamente proiettati sull’ampio schermo dell’Auditorium, si sono così alternati in un crescendo di sempre maggiore intensità ad Adagio e Siciliano BWV 1001 interpretati da Dario Palmisano, Allemanda e Sarabande con relativi Double BWV 1002 proposti da Isacco Burchietti, Allemanda, Corrente e Sarabanda BWV 1004 eseguite da Michele Saracino per concludere con Preludio e Gigue BWV 1006 che hanno visto quale protagonista Federico Guglielmo. È proprio grazie alla sua magistrale scuola di violino barocco attiva dall’inizio del 2019 al Conservatorio Venezze che molti giovani tra cui quelli sopra citati, spesso già professionisti, stanno seguendo il corso di diploma accademico di secondo livello approfondendo lo studio con lo strumento antico e secondo le prassi storicamente informate.

Le diverse interpretazioni tutte di elevata qualità tecnica e di appropriato gusto musicale ma al tempo stesso espressione delle diverse personalità di ogni interprete, si sono poi fuse nel bis fuori programma dedicato ad un Concerto per quattro violini soli senza basso di Georg Philipp Telemann in cui, per un’ultima volta, il pubblico intervenuto ha potuto apprezzare il grande lavoro didattico anche d’insieme di questo corso che ha richiamato finora ben undici studenti da diverse regioni italiane producendo negli scorsi mesi i primi quattro diplomi. 

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