ROVIGO – Non tutti i percorsi di crescita seguono strade lineari. Alcuni passano attraverso tentativi, errori, intuizioni. E a volte, anche attraverso una canoa, sul Canalbianco nella struttura della associazione Canoe Rovigo di Arquà Polesine.
È il caso di Giacomo, 17 anni, ragazzo nello spettro autistico con difficoltà di espressione, che ha trovato nello sport e nel contatto con la natura una forma concreta di benessere psicofisico. Accanto a lui, la madre Olga, infermiera e caregiver a tempo pieno, che ha scelto di costruire per il figlio un percorso su misura, lontano da contesti caotici e poco adatti alle sue esigenze.
La scoperta della canoa è avvenuta quasi per caso, come risposta a un bisogno semplice e urgente: trovare un modo per canalizzare energia e favorire la concentrazione. In acqua, tra laghi e fiumi, Giacomo ha iniziato a sviluppare ritmo, coordinazione e sicurezza.
Quello che per molti è uno sport, per lui è diventato qualcosa di più: uno spazio di calma, un equilibrio concreto, una modalità di relazione con sé stesso e con gli altri. Un percorso che ha prodotto risultati tangibili nel tempo, con un aumento dell’autonomia, una maggiore partecipazione e la capacità di inserirsi anche in contesti di gruppo, fino alla partecipazione a gare regionali.
Un’esperienza che racconta qualcosa di più ampio: non esiste un unico modello educativo valido per tutti. L’ambiente, il movimento e l’osservazione possono fare la differenza, soprattutto quando si parla di inclusione reale, quella che non uniforma ma valorizza le specificità.
Per continuare questo percorso, è stata avviata una raccolta fondi con un obiettivo concreto: acquistare una canoa personale per Giacomo. Uno strumento che rappresenta molto più di un’attrezzatura sportiva, ma un mezzo per consolidare autonomia, serenità e continuità nel suo sviluppo.
La campagna è attiva online (https://buonacausa.org/cause/dona-una-canoa-a-giacomo) e nei primi giorni ha già raccolto i primi contributi, segno di una sensibilità diffusa verso un progetto che unisce sport, inclusione e qualità della vita.
L’iniziativa, promossa dall’associazione Mobility Access Pass, sarà inoltre al centro di un momento pubblico il 24 aprile all’Expo Sanità di Bologna, durante la conferenza “SOS Caregiver”, dove la madre Olga porterà la propria testimonianza.
Una storia personale, ma anche un esempio concreto di come, con gli strumenti giusti, possano emergere possibilità spesso sottovalutate.
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