Dopo il “quattro per quattro” di Filippo Frati di qualche anno fa adesso potrebbe essere il momento dei “cinque ottavi” di Coetzee. La FemiCz Rovigo ha trovato il giusto assetto con Montemauri all’apertura e Abner numero 12

ROVIGO – La bella vittoria della FemiCz Rovigo sul Transvecta Calvisano ha messo in primo piano anche la scelta di Coetzee di impiegare Montemauri all’apertura e Van Reenen a primo centro. Questa soluzione tattica, cioè schierare due play-maker l’uno accanto all’altro in ruoli contigui, non è propriamente una novità nel rugby. Anzi, per la verità, ha più di un secolo di vita. 

Ad avere questa intuizione, in un rugby completamente diverso da quello attuale sia per concezione tattica che per la disposizione sul campo dei giocatori, fu Jimmy Duncan, capitano degli All Blacks del 1903. All’epoca il capitano di una squadra svolgeva anche un ruolo molto simile a quello dell’allenatore. Duncan decise di spostare un giocatore dei trequarti in una posizione più vicina a quella al mediano d’apertura per avere una doppia cabina di regia. Questa idea si sviluppò principalmente in Nuova Zelanda dove furono coniate anche le nuove definizioni di questi ruoli: l’apertura divenne il “primo cinque ottavi” e il primo centro, la vera novità rispetto allo schieramento tradizionale, fu chiamato il “secondo cinque ottavi”. 

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Ancora negli anni ‘60/’70 questa impostazione dei trequarti erano di gran moda nel rugby neozelandese e anche oggi qualche vecchio tifoso dei tutti neri parla di Beauden Barrett, apertura e stella degli attuali All Blacks, come “primo cinque ottavi”. Nel resto del mondo, però, questo sistema non ha mai trovato molti seguaci e l’idea di Duncan è rimasta sostanzialmente confinata nella ”terra della nuvola bianca”, come viene definita la Nuova Zelanda in lingua Maori. La base di questa innovazione stava nel mettere vicini due giocatori che avessero qualità e abilità simili nel costruire il gioco e nella capacità di decidere. E’ giusto ricordare che quando venne introdotto questo modello del “primo e secondo cinque ottavi”, la regola del fuorigioco era completamente diversa da oggi con le linee difensive che erano praticamente faccia a faccia con gli attaccanti i quali molto spesso non avevano tempo e spazio per decidere l’impostazione del gioco. Poter disporre di due playmaker uno accanto all’altro consentiva di ovviare ai problemi provocati dal pressing difensivo e raddoppiare i “centri decisionali”. L’evoluzione del gioco nel corso degli anni ha comportato molti cambiamenti tattici e tecnici, ma il sistema dei due “cinque ottavi”, specialmente in Nuova Zelanda, non è mai stato del tutto accantonato soprattutto quando si hanno a disposizione i giocatori adatti. Come è il caso della FemiCZ Rovigo di quest’anno. 

Contro il Calvisano la scelta di Coetzee ha dato ottimi risultati con Van Reenen che ha disputato una delle sue migliori partite in maglia rossoblù. Naturalmente è attesa la conferma (e la prossima occasione sarà contro una difesa solida come quella del Petrarca campione d’Italia in carica) ma indubbiamente quella proposta domenica scorsa resta una soluzione tattica molto interessante che potrebbe dare alla FemiCz Rovigo un’ulteriore opzione nel suo gioco d’attacco. Molto probabilmente l’abilità di “ballerino” di Van Reenen, sempre bravo a togliersi d’impaccio con i suoi movimenti di gambe molto ravvicinati, e la sua propensione all’avanzamento sull’asse verticale potrebbero rivelarsi più utili e più efficaci nel ruolo di primo centro (o di secondo cinque ottavi per dirla alla neozelandese). 

Oltretutto gli consentirebbe di muoversi in spazi dove la difesa è un po’ meno arcigna senza la presenza delle terze linee avversarie che normalmente puntano il mediano d’apertura, più vicino al loro raggio d’azione. La meta di Ferro contro i bresciani, nata da una profonda incursione del sudafricano, è la rappresentazione più evidente di come possa essere incisivo questo schieramento. Al contempo la solidità fisica e la maggiore razionalità di Montemauri all’apertura può garantire al gioco rossoblù, sia in attacco che in difesa, un punto di riferimento più equilibrato. 

Dopo il “quattro per quattro” di Filippo Frati di qualche anno fa adesso potrebbe essere il momento dei “cinque ottavi” di Coetzee. Tra l’altro l’allenatore sudafricano in questa stagione ha la possibilità di contare su reparto arretrato in grado di offrirgli diverse soluzioni, un’opportunità che in un campionato equilibrato come si preannuncia questo Top 10 può rappresentare un elemento da sfruttare a proprio vantaggio. Oltre al modello stile All Blacks per l’impiego di Montemauri e Van Reenen, l’ex tecnico degli Springboks può contare su due ottimi “utility backs” come Lertora e Diederich-Ferrario i quali possono giocare, con brillanti risultati, in molti ruoli della linea veloce. A loro va aggiunto anche Luca Borin, un estremo che può cavarsela anche all’apertura o al centro. Tutti questi giocatori, oltre alla loro duttilità tattica, sono accumunati dall’abilità nel gioco al piede che gli permette di destreggiarsi con efficacia nelle liberazioni in touche o nei calci di spostamento. Mettere insieme tutte queste risorse sarà il lavoro che attende Coetzee nelle settimane a venire.  

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