L’assessore Andrea Denti: “Situazione ferma da oltre cinquant’anni, avviate verifiche con Ecoambiente per la rimozione dei rifiuti”

ROVIGO – A distanza di nove mesi dall’interpellanza presentata dal capogruppo di “Noi per Rovigo” Antonio Rossini, arriva la risposta dell’amministrazione comunale sulla situazione dell’immobile abbandonato in via Sinesio Cappello, a Sant’Apollinare, al centro di segnalazioni per rischio crolli e presenza di rifiuti, tra cui materiali contenenti amianto.

L’interpellanza: degrado, rischio sanitario e sicurezza

Rossini, nella richiesta inviata nel luglio 2025, aveva richiamato l’attenzione su una situazione definita “precaria” sia dal punto di vista infrastrutturale che ambientale.

Il tratto di strada, già oggetto di ordinanza di chiusura per pericolo di crollo dell’edificio disabitato dagli anni Settanta, presenta – secondo quanto evidenziato – condizioni aggravate dalla presenza di rifiuti abbandonati e, in particolare, di materiali contenenti amianto (eternit), con potenziali rischi per la salute pubblica.

Tra le richieste avanzate: una ricognizione urgente dell’area, l’individuazione dei responsabili, la rimozione dei rifiuti pericolosi e la valutazione di un’eventuale acquisizione dell’immobile da parte del Comune.

La risposta del Comune: “Immobile senza gestione da oltre 50 anni”

Nella risposta firmata dall’assessore alle Politiche ambientali ed energetiche Andrea Denti, il Comune chiarisce innanzitutto lo stato giuridico dell’immobile.

“La struttura risulta priva di gestione da oltre cinquant’anni a seguito del decesso dei proprietari originari – si legge nella nota –. Nessun erede ha mai avanzato pretese sulla proprietà né manifestato interesse alla successione, lasciando il bene in totale abbandono” .

Un elemento che di fatto spiega, almeno in parte, lo stallo amministrativo segnalato nell’interpellanza.

Intervento su rifiuti e sicurezza: coinvolta Ecoambiente

Sul piano operativo, l’amministrazione ha comunicato di aver già attivato i primi passaggi: “È stato richiesto un preventivo alla società Ecoambiente per la rimozione e il recupero dei rifiuti presenti all’interno del fabbricato” .

Tuttavia, il quadro non è immediato. Le condizioni dell’immobile, descritte come di “estrema precarietà”, impongono una valutazione tecnica approfondita prima di qualsiasi intervento.

Sarà infatti la stessa società incaricata a dover verificare lo stato dei luoghi e definire le modalità operative più sicure, sia per gli operatori sia per la gestione dei materiali, nel rispetto delle normative vigenti.

Una situazione ancora aperta

La risposta dell’amministrazione conferma quindi l’esistenza di una criticità nota da tempo, legata a un immobile abbandonato e privo di riferimenti proprietari, ma indica anche l’avvio di un percorso operativo, almeno per quanto riguarda la gestione dei rifiuti e la messa in sicurezza.

Restano però sullo sfondo alcuni nodi sollevati dall’interpellanza, in particolare sul piano della responsabilità e delle tempistiche degli interventi, oltre alla prospettiva – più complessa – di un eventuale intervento diretto dell’ente sull’immobile.

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