ROVIGO – “Abbiamo raggiunto un grande traguardo, fino a qualche mese fa impensabile. Siamo grati a tutte le persone che ci stanno sostenendo, e orgogliosi del lavoro collettivo svolto fin qui. Questo ricorso è frutto della determinazione, della solidarietà e della passione di una comunità intera” dichiarano dal Comitato di Sarzano contro la realizzazione dell’impianto per la produzione di biometano nella frazione di Rovigo.
Nei giorni scorsi è stato ufficialmente depositato al Capo dello Stato il ricorso straordinario contro la realizzazione dell’impianto di biometano “APIS RO1”, che dovrebbe sorgere in via Calatafimi, tra le frazioni di Sarzano e Mardimago, alle porte della città di Rovigo. Il ricorso è stato firmato da alcuni abitanti della comunità Cà Matte di Sarzano e – fatto di grande rilievo – ha ottenuto il sostegno ufficiale del WWF Nazionale, che ha scelto di schierarsi a fianco del territorio in questa battaglia.
Tra i ricorrenti figura anche il titolare di una azienda agricola, confinante con il sito dell’impianto, che coltiva, assieme ad altre vicine aziende certificate, Aglio Bianco Polesano DOP. Questo impianto andrebbe a ridurre fortemente il potenziale della zona (LEGGI ARTICOLO).
L’area interessata è già oggi pesantemente colpita da un forte carico ambientale e territoriale: impianti esistenti o previsti per il trattamento di rifiuti e la produzione di energia da biomasse e biometano si trovano a ridosso delle case, delle campagne e delle attività produttive agricole locali. Tra questi:
- l’impianto di trattamento rifiuti di Sarzano,
- la discarica di Villadose,
- l’impianto “fluff” di Mardimago (con bonifica ancora in corso),
- lo stabilimento ENI di Boara Polesine per il trattamento della FORSU,
- il nuovo impianto di biometano di Ecoambiente, sempre previsto a Sarzano.
A questo scenario già critico si aggiungerebbe un nuovo impianto industriale di quasi 10 ettari di superficie agricola (15 campi da calcio), oltre al metanodotto.
Il Comitato di Sarzano è nato all’inizio di febbraio 2025 (LEGGI ARTICOLO), come risposta spontanea e determinata della comunità, alla notizia dell’autorizzazione del digestore di APIS RO1 (LEGGI ARTICOLO). In pochissimo tempo è diventato un punto di riferimento per molti abitanti, riuscendo a rappresentare in modo chiaro e deciso le preoccupazioni del territorio. Ha promosso diverse iniziative che testimoniano l’impegno costante nel difendere il proprio territorio.
“Siamo la voce di una comunità che non si arrende, non importa se si vive a Sarzano, a Mardimago, in un quartiere o in centro città: ci uniscono la stessa terra, la stessa acqua, la stessa aria e lo stesso futuro. Nessuno può restare indifferente o sentirsi escluso. Invitiamo quindi tutti i cittadini, associazioni e realtà sensibili alla questione ambientale ad aiutarci a tenere alta l’attenzione su questa vicenda e a sostenere la raccolta fondi per le spese legali” dichiarano dal Comitato.
Si può donare tramite bonifico bancario intestato a: COMITATO DI SARZANO con IBAN IT34W0306967684510737963847 – causale: RICORSO BIOMETANO SARZANO.
“Ogni gesto, anche piccolo, è importante per difendere il nostro futuro” ricordano da Sarzano.









