ROVIGO – Il progetto “Xanto Avelli, un artista mondiale”, ideato e promosso da Fondazione Rovigo Cultura, arriva a Urbino, ripercorrendo idealmente le tappe che hanno caratterizzato il percorso umano e artistico di Francesco Xanto Avelli. Il grande ceramista rinascimentale nato a Rovigo, città dove trascorse la giovinezza, si trasferì a Urbino intorno al 1486, dove esplose la sua poliedricità di artista alla corte del duca Francesco Maria della Rovere. Qui morì intorno al 1532 circa. La vita di Avelli è un fil rouge che viene raccontato dal cortometraggio “Xanto Avelli da Rovigo”, prodotto da Fondazione Rovigo Cultura e presentato alla Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia del settembre scorso. La vita di Avelli, il rodigino per eccellenza che amava firmare le sue opere “Xanto da Rovigo”, ha però ancora molti lati oscuri soprattutto per quanto riguarda il periodo della sua giovinezza, proprio quello trascorso nella nostra Città.
Da queste considerazioni nasce il progetto “Xanto Avelli, un artista mondiale”, che riprende le azioni di valorizzazione intraprese qualche anno fa da Fondazione Banca del Monte di Rovigo, culminate nell’acquisto del piatto “Ero e Leandro” insieme a Fondazione Rovigo Cultura e altre istituzioni cittadine, conservato ed esposto nella sezione rinascimentale del Museo dei Grandi Fiumi. “L’idea parte dalla considerazione che un approfondimento su Francesco Xanto Avelli, sulla sua produzione artistica e sul contesto storico‐culturale nel quale è vissuto e ha operato, arricchirà quanto sin d’ora già indagato e pubblicato e, in una visione più ampia, su un periodo storico artistico così importante per l’Italia e l’Europa” – afferma Elena Busson, Vicepresidente della Fondazione. A tal proposito Fondazione Rovigo Cultura ha sostenuto due borse di Ricerca grazie a una convenzione con il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Ferrara e con il Dipartimento di Scienze della Comunicazione, Studi Umanistici e Internazionali dell’Università di Urbino. Le due prestigiose istituzioni coinvolte fanno anche parte del Comitato Scientifico che ha visto la partecipazione del Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo, della Fondazione Banca del Monte di Rovigo, dell’Accademia Raffaello di Urbino, della Galleria Nazionale delle Marche e del Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza. Il convegno che si terrà a Urbino il 27 ottobre, insieme a quello di Rovigo del maggio scorso, rappresentano i momenti pubblici di restituzione dei risultati delle ricerche universitarie ma anche l’occasione per evidenziare, ancora una volta, la grandezza artistica di Avelli e la necessità di continuare a indagare sulla sua vita e le sue opere.
La Fondazione ha inoltre offerto la possibilità di partecipare al convegno nella città urbinate alle classi quarta e quinta del Liceo Artistico Celio‐Roccati che nello scorso anno scolastico hanno preso parte al percorso didattico‐formativo “Avelli fra noi”, una delle declinazioni del progetto pensata per far conoscere la figura e la tecnica artistica del ceramista rodigino alle giovani generazioni “Ci riempie di orgoglio e di soddisfazione – aggiunge Roberto Mazzoni, Presidente della Fondazione – sapere che anche alcuni ragazzi che hanno partecipato al progetto lo scorso anno scolastico e che sono usciti dal Liceo Roccati per seguire gli studi universitari, hanno accolto l’invito a partecipare al viaggio di studio a Urbino. Questo è il segno tangibile che il progetto ideato e promosso da Fondazione Rovigo Cultura ha raggiunto gli scopi per i quali era stato ideato”. Oltre al Liceo Celio‐Roccati saranno presenti nella città Urbinate anche gli studenti della 5A “Accoglienza Turistica” dell’Ipseoa Giuseppe Cipriani di Adria, che daranno un prezioso supporto nel servizio di accoglienza dei partecipanti al convegno.
Il convegno ha ottenuto il patrocinio delle due Regioni Veneto e Marche, dei due Comuni Rovigo e Urbino, della Provincia di Rovigo e del Museo dei Grandi Fiumi.
















